Secondo i dati Aesvi, il mercato italiano dei videogame è in stallo. Nella Penisola si gioca meno che negli altri paesi europei. Cresce l’utenza adulta. I videogiochi piacciono agli italiani, ma non troppo. Secondo la ricerca Videogamers in Europe, che vuole dar conto delle diverse modalità di utilizzo dei giochi elettronici nel Vecchio Continente, nel nostro Paese si gioca meno che nel resto dell’Europa: solo il 17% degli over25 nostrani ha infatti avuto a che fare con i videogame negli ultimi sei mesi, contro una me- dia continentale del 25,4%. Mentre la cugina Francia detiene il primato con il 38% di adulti appassionati, in Italia si gioca poco, addirittura pochissimo se il target diventa femminile: le donne interessate ai videogame, nel Belpaese, sono appena 1 su 10 (10%), mentre nel resto dell’Unione europea la percentuale sale a 1 donna su 5 (20%). La ripartizione dei videogiocatori per fascia di età, nel nostro Paese, conferma la tendenza dei giochi elettronici a confermarsi come un fenomeno soprattutto giovanile, anche se l’utenza adulta guadagna terreno. Il 50% dei gamers si colloca nella fascia tra i 16 e i 29 anni, ma è comunque rilevante la fascia trai30ei49anni,che costituisce il 20% degli appassionati. Lo studio svela anche cinque diversi profili di videogiocatori sulla base del numero di ore dedicate al gioco e dei prodotti di settore acquistati negli ultimi tre mesi: si va dal ‘videogiocatore appassionato’ – che gioca un’ora o più al giorno e ha comprato almeno 3 videogame, al ‘videogiocatore ad intermittenza’ che non dedica un tempo regolare al videogioco ma vi ha avuto a che fare negli ultimi sei mesi. L’Italia appare in linea con l’Europa quanto al numero di ‘videogiocatori appassionati’ (7%), che appartengono soprattutto alla fascia di età tra i 25 e i 29 anni (13% dei casi). I videogiocatori italiani giocano in prevalenza per diver- tirsi (59%), per rilassarsi (53%) e per passare il tempo libero (39%). Chi invece non si dedica al videogaming dichiara di farlo per mancanza di tempo (48% degli intervistati) o perché convinto che sia un’attività noiosa (16%). Grande successo riscuote il gioco online. Il 76% degli appassionati italiani va alla ricerca di video- game su internet, contro una media europea più bassa di cinque punti percentuali (71%). Principalmente si accede a giochi gratuiti (73%), meno a quelli a pagamento (22%). Ad andare per la maggiore sono i casual games, genere preferito dal 55% degli utenti, mentre un solo giocatore italiano su 5 ha dichiarato di gradire i massively multiplayer online games, in cui un alto numero di giocatori si sfida in rete. Dati che aiutano a capire il calo del mercato italia- no dei videogiochi nel corso del 2009. L’ultimo rapporto Aesvi – associazione nazionale del settore – racconta di una riduzione degli introiti del 10%, a fronte di un parziale recupero a inizio 2010, quando il mercato ha ripreso a dare segnali positivi (+6,9%). Per quanto riguarda l’hardware, a farla da padrone sono come sempre le console da casa (+15,7% da inizio 2010), mentre sono in forte ribasso le quotazioni di quelle portatili, penalizzate dall’esplosione degli smartphone (-22,2% per quanto riguarda il volume delle vendite). Tra i software, invece, crescono i giochi da console, mentre quelli portatili registrano una contrazione del 14,6% nei ricavi. Male anche i videogame per perso- nal computer che fanno registrare vendite in flessione del 18,7% nell’ultimo semestre. Le perdite relative al 2009 e i passi falsi di alcuni rami del settore a inizio 2010 suonano come un campanello d’allarme per un settore che raramente aveva dato segnali di stallo. Gli addetti ai lavori provano però a guardare al futuro con fiducia: “Le novità annunciate all’Electronic Entertainment Expo, dal 3D al gioco in movimento, sembrano portare una ventata di entusiasmo per la prossima stagione prenatalizia”, si legge nel documento di Aesvi. L’ottimismo, per appassionati ed esperti di videogame, ha il sapore dell’inverno. • Stefano Pini
L’Italia non sa (video) giocare

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