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Lo stallo del “Grande Fratello”

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La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Le prime serate del Mogul Sanremo hanno dunque fatto registrare un ritorno in termini di ascolti piuttosto tiepido rispetto alle aspettative. E dire che le altre reti, con l’eccezione di Raitre, hanno optato per una timida controprogrammazione facendo saltare un turno alle loro trasmissioni di punta. In certi casi contraddicendo una presunta filosofia sul modo di interpretare la competizione auditel senza drammi: penso a “Niente di personale” e a “Le invasioni barbariche”su La7… Tu quoque Piroso… Tu quoque Bignardi! Su Raitre ha resistito stoicamente “Ballarò”, mentre “Chi l’ha visto”, contro la prima sera di Sanremo, ha addirittura stabilito il proprio record con il focus sul caso di Gravina (4 milioni e mezzo di utenti). La scelta che più mi incuriosisce è però quella di Canale 5 che ha eccezionalmente trasmesso il “Grande Fratello” mercoledì, vale a dire nell’unico giorno di break del festival. Per altre edizioni del reality questo non sarebbe accaduto. Oggi Publitalia si confronta con il calo degli ascolti del “Grande Fratello”, che è fisiologico ma anche preoccupante perché c’è la sensazione che gli autori potrebbero fare di meglio. La butto lì: perchè non tornare per esempio alla formula minimalista della prima serie? Quella con pochi inquilini e uno spazio più limitato rispetto alle diverse opzioni di oggi. Si dovrebbe poi togliere il pilota automatico a Alessia Marcuzzi, sempre più inespressiva nel ruolo di conduttrice “amica di tutti”. Valutare la scelta di una conduzione se non “alta” almeno poco ortodossa stimolerebbe il rilancio di un format che rimane interessante. Magari con più personaggi a rotazione. Qualche nome? Paolo e Luca, la giornalista Ilaria Cavo insieme a Neri Marcorè, Sabrina Impacciatore in tandem con lo scrittore Antonio Scurati, e via con altri accoppiamenti a vantaggio non solo del pubblico ma anche dei concorrenti. I quali, ormai già da qualche serie, sembrano alle prese con effetto “campana di vetro”, esibizionisti e ignari di molte cose che li circondano nella società.  Ricordo invece che i ragazzi della prima edizione recitarono una preghiera per l’italo americano Rocco Barnabei, condannato a morte dagli Stati Uniti e ucciso con iniezione letale lo stesso giorno dell’avvio del “Grande Fratello”. Era il 14 settembre 2000… Come in un gioco di associazioni ricordo Giuliano Ferrara al TG1 della notte, pochi minuti dopo la conclusione del reality, parlare con freddezza dell’esecuzione e evocare la “real politic” degli Stati Uniti in termini di sicurezza. Diamo per scontato che Ferrara, paladino del diritto alla vita, abbia oggi profondamente cambiato idea sulla pena di morte che ancora vige in alcuni stati della sua adorata America. 

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