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Lunga vita a “Stracult” e a Marco Giusti

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La tv da i numeri Di Giorgio Bellocci   Critico cinematografico, autore televisivo, regista… Un profilo quello di Marco Giusti, classe 1953, conosciuto agli addetti ai lavori come è giusto per chi offre il meglio dietro le quinte (egli tra l’altro è uno dei creatori di “Blob”). Poi, certo, parte la decima edizione di “Stracult”, il bel rotocalco di Raidue dedicato al cinema di… ogni livello (dai b-movies alle opere degli sperimentatori più oscuri), e scattano una serie di rimpianti tra coloro che ammirano l’opera di Giusti, ideatore dell’ormai storico programma.    Complice il folle posizionamento in palinsesto (intorno alla torrida mezzanotte estiva del martedì) si ha per esempio la netta sensazione che il prodotto sia buttato lì, come un saldo di fine stagione! Al punto che il 7,41% di share strappato nell’ultima puntata suona miracoloso. Ma a prescindere dai dati auditel “Stracult” è un appuntamento che dovrebbe essere analizzato a fondo dai tv makers delle varie emittenti, specie da quelli di Mediaset ormai in preda a un’irreversibile crisi creativa.    Dopo otto anni passati a cercare la formula migliore, dall’edizione 2009 Giusti ha trovato la quadratura del cerchio. Basta con conduttori in studio buoni solo a zavorrare l’appassionato “racconto” dell’autore dedicato al cinema di genere (poliziesco, horror, spaghetti western, ecc.); basta pure con le minifiction e le imitazioni.    La qualità degli ospiti poi è sempre di tutto rispetto: alludo in particolare agli incontri di Giusti con grandi protagonisti del cinema italiano (in questa edizione, tra i tanti, Carlo Verdone, Gabriele Salvatores, Paolo Villaggio). Ma dal momento che l’autore sa coniugare come pochi “l’alto” con il “basso” ecco che “Stracult” spiazza con le analisi sui film pornografici di Rocco Siffredi! Una scelta non velleitaria o forzata, se si pensa alla chicca raccontata nella puntata del 29 giugno, vale a dire il sofferto incontro professionale tra la star nostrana dell’hard-core e la band Elio e le storie e le tese. Quando il gruppo, per altro, era già abbondantemente famoso e consacrato dal successo di Sanremo.    Ok, Siffredi avrà sicuramente strappato qualche risolino allo spettatore con gli improbabili paralleli tra il suo universo e quello del cinema d’autore. Ma il racconto del fallimento del progetto imprenditoriale che avrebbe dovuto sancire con gli Elio (all’insegna della contaminazione tra musica e film porno) si è rivelato avvincente e divertente.   Ma è bene che sia il “cinema cinema” a farla da padrone in “Stracult”, e non è dunque un caso che i brividi più intensi delle prime puntate siano stati offerti dai focus monografici su due film di successo che hanno rappresentato momenti importanti della produzione italiana, rispettivamente negli anni ’70 e ’80: Profondo rosso di Dario Argento e Compagni di scuola di Carlo Verdone. Approfondimenti resi gustosissimi dalle interviste a Verdone e ai protagonisti del thriller di Argento (compreso un galvanizzato Gabriele Lavia alle prese con aneddoti al limite del verosimile!).   Quello del focus su un’opera è appuntamento fisso del rotocalco, dunque in questa torrida estate lunga vita a “Stracult” del geniale Giusti!  

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