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Macchina del fango “documentabile” per Manila

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di Giorgio Bellocci Riccardo Iacona e Presa diretta si sono congedati domenica, annunciando il ritorno nel palinsesto di Raitre da gennaio. Il bravissimo ex collaboratore di Santoro ha chiuso con il botto proponendo un servizio dedicato alla cosiddetta “macchina mediatica del fango”   Alessandro Sortino ci ha condotto in un abisso di tristezza facendoci vedere come passano la giornata alcuni ex dei reality tv che non hanno trovato fortuna dopo i tradizionali 15 minuti di notorietà: palestrati e siliconate che vengono guidati dal trans Manila Gorio, celebre per l’amicizia con Patrizia D’Addario, che si è inventato il ruolo di manager di questi “sfortunati” personaggi. Serate in pizzeria, giornate in stabilimenti balneari, nottate in discoteca… Ma il colpo di Sortino è stato quello di far confessare a Gorio l’amore verso un politico italiano di prestigio (“È una storia documentabile, ma non rivelo la sua identità”).   Già da qualche giorno era emerso nei siti di gossip il nome di Italo Bocchino. Poco importa qui che Bocchino intervistato da Sortino abbia negato ogni coinvolgimento, ammettendo senza problemi di aver concesso al trans un’intervista per una tv privata. Conta un po’ di più quel “documentabile” evocato da Gorio. Ci sarebbero infatti in giro varie foto, offerte ad organi di stampa o sottratte ad essi a pagamento. Una vicenda di possibili ricatti sulla quale la procura di Roma sta indagando dopo la denuncia per truffa di un fotografo. Funziona così la “macchina del fango”   A ciascuno la propria opinione su chi potrebbe avere oggi un motivo per screditare il braccio destro di Fini.

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