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Mai dire spin off per il Grande Fratello

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LA TV Dà I NUMERI di Giorgio Bellocci Se mai qualcuno si fosse interrogato sul perché del sorprendente attacco a Enrico Mentana da parte di Marco Santin della Gialappa’s, la puntata di lunedì del “Grande Fratello” ha forse fornito qualche risposta. Parlando a nome della Band, Santin aveva infatti mostrato ben poca solidarietà al defenestrato conduttore di “Matrix”, arrivando al contrario ad accusarlo per le posizioni rigide assunte verso Mediaset. In sostanza Santin aveva fatto intendere che Mentana si era impuntato sul caso Englaro, chiedendo finestre informative all’interno del “Grande Fratello”, per motivi legati all’auditel (della serie “altroché informazione”). Qualche settimana dopo, dallo scorso lunedì appunto, il programma satirico del trio sul reality viene promosso dalla fascia notturna di Italia Uno a quella di Canale 5, vale a dire in una delle ex roccaforti di Mentana! In coda al “GF” ma con licenza di incursione durante la diretta e di interazione con i concorrenti… Malgrado l’insuccesso della versione show di “Mai dire Grande Fratello” (Italia 1, martedì ore 22.10) la Gialappa’s può tranquillamente continuare a essere considerata un fattore in ambito televisivo. Santin, Taranto & Gherarducci avranno modo per riflettere sulla differenza tra i risultati dell’asciutto format del lunedì e quelli del più impegnativo varietà (nel primo caso si parla di quasi il 30% di share). Detto questo si può anche affermare che gli inventori dei gollonzi si sono un po’ impigriti. Lo scarso gradimento ottenuto con “Mai dire GF Show” dovrebbe per esempio suggerire loro di cambiare formula, e che forse il tempo delle imitazioni dei concorrenti dei reality comincia a mostrare la corda. Le forzature di Lola Ponce, chiamata alla conduzione accanto al Mago Forest, gridano poi vendetta… Cosa ci azzecca la Ponce, una rispettabile cantante, con il percorso della Gialappa’s? Ogni volta che una donna fa capolino nei loro programmi si ha la sensazione di una scelta caduta dall’alto, che i tre non possono far altro che accettare (vedi anche i casi di Alessia Marcuzzi e di Elisabetta Canalis). Eh sì, perché i nostri dietro una facciata di anticonformismo e “ribellismo” nascondono una notevole vena aziendalista. Quella che li vede teoricamente simpatizzanti di sinistra ma assolutamente radicati nella televisione di Berlusconi. Quella che oggi li porta all’interno di Canale 5 con un format che piuttosto che una presa in giro del “Grande Fratello” può essere considerato alla stregua di un suo spin off considerata la complicità con i concorrenti. E c’è una bella differenza tra le due cose… Magari Santin durante la prima incursione avrà pensato che in fondo c’è sempre un motivo valido per avere delle finestre a disposizione nel reality!

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