di Giorgio Bellocci E’ stato particolarmente piacevole vedere la puntata di Porta a porta di mercoledì 22 gennaio dedicata a Massimo Ranieri (nome d’arte di Giovanni Calone). Anche per diversificare un po’ rispetto alla cappa di negatività che avvolge i programmi di informazione, costretti a parlare del baratro socioeconomico in cui l’Italia è sprofondata, dell’incontro tra Renzi e Berlusconi e di sbarramenti per la legge elettorale. Bruno Vespa sovente sa sorprendere: icona di un giornalismo di stampo doroteo, e come tale accusato di flirtare con il potere, la sua preparazione lo porta a essere particolarmente sensibile al mondo della cultura (vedi anche il ricordo di Abbado sempre a Porta a porta ). Si, perché se si parla di Massimo Ranieri, classe ’51, deve essere chiaro ai più che non si evoca solo il cantante melodico che tra gli anni ’60 e ’70 conobbe un successo nazional-popolare. Ranieri è diventato nel tempo un artista a tutto tondo capace di recitare a teatro per Strehler e di incantare nella versione televisiva di Filumena Marturano accanto a una indimenticabile Mariangela Melato. Della sua infanzia difficile (ma dignitosissima) Wikipedia offre accurati dettagli. Ranieri, visibilmente emozionato, ha rivissuto con Vespa soprattutto le prime tappe della sua carriera. Quelle che gli hanno consentito di vedere premiati i sacrifici fatti da ragazzino, quando svolgeva diversi lavoretti e cantava per le strade di Napoli per i turisti. Arrivano i primi successi al Cantagiro e a Canzonissima , ma il segnale di come il talento fosse realmente speciale si palesa nel 1970 quando Mauro Bolognini lo fa esordire al cinema in Metello al fianco di Anna Magnani. E fu subito David di Donatello per l’interpretazione! Il resto è storia, fino allo speciale Sogno e son desto , trasmesso da Rai 1 nel prime time di sabato 11 e 18 gennaio. Un altro grande successo per il magnifico Massimo. Bastava vedere l’elenco degli ospiti che hanno arricchito lo show per avere un’idea del carisma del nostro: Patty Pravo, Franco Battiato, Stefano Bollani, Fiorella Mannoia, Filippo Timi e il pittore-scultore Michelangelo Pistoletto. La cosa splendida di Ranieri è la sua semplicità, il senso di educazione che trasmette. Lui che se la potrebbe tirare dall’alto di una carriera straordinaria.
Massimo Ranieri, semplicemente un grande

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