Accetto scommesse sull’imitazione cult della stagione televisiva che inizierà a settembre: quella del magnifico José Mourinho, neo allenatore dell’Inter nonché uomo di cultura, dotato di linguaggio fluido, affabulatore ironico e carismatico. Il mio augurio, anche pensando alla fisiognomica, è che sia Max Giusti nella nuova edizione di Quelli che il calcio ad assumersi l’onere e l’onore… Una persona che comparirà spesso in carne e ossa sul piccolo schermo (vedrete che il vero Mourinho ne rimarrà alla larga) è Daniele Capezzone, ex segretario dei Radicali Italiani, ex deputato della Rosa nel Pugno (con il centro-sinistra) e attualmente portavoce di Forza Italia. In quest’ultima veste lo vedremo in tutti i talk politici, da Porta a porta e Annozero , sovente criticati ai tempi della militanza dura con i Radicali, a Matrix , Ballarò e Otto e mezzo . Questo perché Capezzone buca lo schermo, come si dice in gergo, senza contare che se sei portavoce del partito leader del governo… Premetto che considero l’ex pupillo di Pannella una persona vivace dal punto di vista intellettuale e dotato di cultura superiore alla media. Non giudico il disinvolto passaggio di Daniele da uno schieramento all’altro, ma riassumo qui il suo sorprendente cammino post rottura con i Radicali. Percorso che essendosi dipanato su tv privata magari non è così noto. Prima di ottenere a sorpresa il ruolo per Forza Italia Capezzone ha infatti presenziato come ospite fisso nel Processo di Biscardi sul circuito 7 Gold! Si, avete letto bene… E’ stato al fianco di Aldone nostro per tutta la durata dell’ultimo campionato nell’appuntamento cult con il calcio urlato (nessun atteggiamento snob: io ne vado pazzo). Dopo averlo ammirato nelle lotte ai nemici dei più palesi diritti civili in Italia me lo ritrovo al fianco di Tiziano Crudeli, Elio Corno, Beppe Furino, tra gli altri, senza contare la consueta valletta muta di Biscardi. Lì a dibattere di sudditanza psicologica degli arbitri (forse il tema più vicino alle battaglie con Bonino & co.), di moviola in campo e fuori, delle lune di Roberto Mancini, delle papere di Dida, dei limiti e delle vette sublimi della “magggica” Roma. Il tutto annaffiato da quel clima di serenità che solo personalità “dimesse” come l’avvocato Taormina (altro vip cooptato dal mitico Aldo) o giornalisti in preda a furore iconoclasta possono garantire al programma, leader di ascolti nel genere degli appuntamenti calcistici su network privati. Magari mi renderà più sereno continuare a vedere Capezzone di fianco a Elio Corno, ma se proprio dovrà straripare nei talk politici mi auguro che non si dimentichi delle vecchie battaglie con i Radicali. Si, perché ogni tanto si favoleggia della componente “liberal” del centro-destra, quella guidata guarda caso da altri vecchi allievi di Pannella (Della Vedova e Taradash) e da socialisti come Chiara Moroni, Stefania Craxi e Margherita Boniver (colei che ha proposto di usare i clandestini illegali per pulire le strade di Napoli!). Sarà che agosto si avvicina, ma non ho sentito nessun commento di Capezzone, per esempio, sulla vicenda di Eluana Englaro. Nessuna risposta a muso duro, come ogni buon “liberal” non piegato al Vaticano dovrebbe fare, a coloro che straparlano di diritto alla vita e altro senza spendere una parola di rispetto per il libero arbitrio del papà di Eluana. Che il prosieguo dell’estate sia dolce, nel limite della contingenza, soprattutto per Beppino Englaro.
Mourinho e Capezzone nello schermo di settembre

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