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Nautica italiana leader mondiale: fatturato record da 8,6 miliardi

nautica italiana

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La nautica italiana continua a rafforzare la propria leadership internazionale, confermandosi uno dei comparti più solidi e riconoscibili del Made in Italy. Il settore ha chiuso il 2024 con un fatturato record di 8,6 miliardi di euro, sostenuto da una crescita media annua del 10,4% registrata nell’ultimo decennio. Anche l’export ha raggiunto livelli storici, toccando quota 4 miliardi di euro, mentre l’intera filiera occupa oggi circa 168 mila addetti tra produzione, indotto e servizi collegati.

A certificare il peso globale della cantieristica italiana è il “Design Nautico Italiano Reputation Index 2026”, realizzato da Forbes Italia per Nautica, con il supporto di Cogit AI. Lo studio evidenzia come l’Italia detenga attualmente il 52% degli ordini mondiali di superyacht superiori ai 24 metri, mantenendo il primato produttivo internazionale in uno dei segmenti più strategici del lusso globale. Il comparto raggiunge inoltre un indice reputazionale complessivo di 83,7 punti su 100, risultato che dà conto della percezione internazionale della qualità, dell’innovazione e dell’identità stilistica della produzione nautica italiana.

Il principale fattore competitivo resta la capacità manifatturiera. L’indice dedicato all’eccellenza costruttiva assegna infatti all’Italia 92 punti su 100, grazie a un modello produttivo che continua a combinare qualità dei materiali, artigianalità e personalizzazione. Un patrimonio industriale e culturale che si concentra soprattutto nei grandi distretti nautici di Liguria, Toscana, Veneto e Marche. La Spezia e Genova dominano il segmento dei megayacht, mentre Viareggio e Carrara rappresentano il cuore storico della cantieristica europea di alta gamma. Venezia e Ancona, invece, si stanno consolidando come poli di riferimento per yacht custom ed explorer di nuova generazione. Proprio la capacità di integrare tradizione e innovazione viene indicata dal report come uno dei punti di forza più difficili da replicare per la concorrenza internazionale.

Accanto alla manifattura cresce il peso della tecnologia. L’indice “Innovazione & Tecnologia” raggiunge quota 81 punti grazie all’integrazione sempre più ampia di intelligenza artificiale, progettazione computazionale e sistemi di propulsione alternativi. Il futuro della nautica Made in Italy, inoltre, sarà sempre più legato alla transizione tecnologica e ambientale. Le stime indicano che entro il 2030 oltre il 60% delle nuove costruzioni adotterà sistemi ibridi o tecnologie di propulsione a basse emissioni. La sostenibilità sarà decisiva per conquistare la nuova generazione di ultra-high-net-worth individuals, sempre più sensibile ai temi ESG e all’impatto ambientale del lusso.

Sebbene il comparto mantenga il dominio nella produzione di superyacht, l’Italia controlla oggi circa il 34% del valore delle commesse ultra-premium, lasciando una parte importante del mercato ai concorrenti olandesi e tedeschi. Anche l’indice ESG del settore, fermo a 74 punti su 100, evidenzia margini di miglioramento soprattutto sul fronte della riduzione delle emissioni e dell’adozione di tecnologie green.

L’export continua comunque a rappresentare il vero motore della crescita. Circa il 90% della produzione nautica italiana viene destinato ai mercati internazionali, con Nord America, Medio Oriente e Asia-Pacifico tra le aree a maggiore domanda. Negli ultimi dieci anni il peso della nautica sul surplus commerciale italiano è aumentato dal 3% al 13%, confermando il ruolo strategico del comparto per l’economia nazionale.

Più che semplici imbarcazioni, i cantieri italiani esportano oggi un modello di lifestyle e progettazione riconosciuto nel mondo come simbolo di lusso, design ed esperienza abitativa. Il concetto di experiential living sta infatti trasformando il settore: gli yacht vengono sempre più concepiti come ambienti immersivi, dove architettura navale, interior design e benessere convivono in un’unica esperienza di alta gamma.

Le prospettive per i prossimi anni restano positive. Secondo le proiezioni elaborate attraverso modelli di intelligenza artificiale, entro il 2030 il Reputation Index potrebbe salire fino a 93 punti su 100, mentre la quota globale italiana nel mercato dei superyacht potrebbe raggiungere il 55%. Nello stesso periodo l’export potrebbe arrivare a sfiorare i 6,9 miliardi di euro.

A sostenere la reputazione internazionale del comparto contribuisce anche la forte presenza italiana negli eventi internazionali dedicati al lusso e al design, come la quarta edizione di “Italy on Madison”, la manifestazione organizzata dall’Italian Trade Agency che ha portato a Manhattan oltre 200 marchi del Made in Italy dal 12 al 15 maggio. Non mancano le incognite: tensioni geopolitiche, dazi commerciali, crescente competitività, ma nonostante le sfide, la nautica italiana continua a occupare una posizione centrale nell’industria globale del luxury.

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