Site icon Telepress

Oltre Giulietta e Romeo al museo del Contemporaneo di Verona

Polo di Santa Marta - Museo del Contemporaneo VR

Polo di Santa Marta - Museo del Contemporaneo VR

Per un pomeriggio la rete che porta la cultura italiana nel mondo è passata da un ex magazzino militare nel quartiere universitario di Veronetta. Il 22 luglio il Polo Santa Marta ha ospitato una sessione della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, promossa dal ministero degli Affari Esteri. L’incontro, dedicato al ruolo del patrimonio e della ricerca nella valorizzazione dei saperi, ha coinvolto anche il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona.

La conferenza ha riunito in città, dal 20 al 23 luglio, i rappresentanti di una rete composta da 88 istituti in 63 Paesi del mondo, chiamati a discutere le priorità della diplomazia culturale italiana. Per il museo veronese, istituito nel 2025, la tappa è stata qualcosa di più di un appuntamento in calendario: ha mostrato quale ruolo intende ritagliarsi. Non soltanto una raccolta da conservare, ma un luogo nel quale università, territorio e interlocutori internazionali possano incontrarsi e costruire.

Dall’anno scorso, per chi arriva a Verona seguendo le tracce di Giulietta e Romeo e dell’Arena, il Museo del Contemporaneo offre una deviazione meno prevedibile. La sua sede principale si trova al Polo Santa Marta, ma la collezione si estende anche in altri spazi dell’ateneo. Le opere compaiono nelle biblioteche, nei corridoi, nelle aule e nei luoghi di studio: non sono separate dalla vita universitaria, ma entrano nella quotidianità di studenti, docenti e visitatori. Anche per questo è aperto nei giorni lavorativi e chiuso nel weekend. L’accesso alle opere è generalmente libero e il museo organizza anche visite guidate gratuite, annunciate sul proprio portale. La sede è in via Cantarane 24, al Polo Santa Marta.

Il nucleo centrale è formato da oltre cento lavori di artisti provenienti da quasi trenta Paesi, in gran parte realizzati dopo il 2000. La raccolta nasce dalla donazione all’Università di una parte consistente della collezione AGIVERONA di Anna e Giorgio Fasol, costruita con particolare attenzione agli autori emergenti e alle ricerche internazionali più recenti.

Fra le opere si incontrano il totem scultoreo Untitled di David Adamo, la fotografia Untitled I di Shilpa Gupta, l’assemblaggio Roam Rise di Nari Ward e The Princess di Adrian Paci. Ci sono inoltre lavori di Eva Marisaldi, Jessica Stockholder, Gianni Caravaggio, Sara Enrico e Nico Vascellari. Più che un percorso cronologico, la raccolta propone un attraversamento dei linguaggi contemporanei, tra fotografia, pittura, video, installazioni e sculture.

Anche il contenitore merita la deviazione dal centro storico. Santa Marta nacque nell’Ottocento come “provianda” dell’esercito austriaco, cioè come stabilimento per produrre e conservare viveri. Il recupero firmato dallo Studio Carmassi, premiato nel 2015 con la Medaglia d’oro all’architettura italiana, ha trasformato il complesso in un campus senza cancellarne la struttura industriale. Il museo aggiunge ora un altro livello alla riconversione: un luogo progettato per le necessità militari è diventato uno spazio di formazione e produzione culturale.

La vera novità non è dunque l’apertura del museo, ma ciò che comincia ad accadere attorno alle opere. La nuova stagione prevede conferenze, workshop, tavole rotonde, attività formative e progetti partecipativi. La sessione degli Istituti Italiani di Cultura è l’esempio più visibile di questa impostazione, proiettando l’esperienza universitaria oltre i confini cittadini e nazionali.

Un ulteriore ingresso nel museo è quello digitale. Il nuovo sito, realizzato nell’ambito di “Farsi Museo”, progetto sostenuto dal PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2025, permette di esplorare le opere, conoscere le attività di ricerca e consultare le iniziative. «Vogliamo rendere accessibile questa identità», spiega la responsabile scientifica Monica Molteni: un museo nel quale la collezione convive con studio, confronto e approfondimento, dentro e fuori l’università.

Exit mobile version