LA TV DA I NUMERI Di Giorgio Bellocci L’intervento di Marco Pannella a “Annozero” di giovedì 21 maggio passerà agli annali per il clima di tensione creatosi in studio, frutto dello sciopero della sete del guru radicale e il conseguente suo stato di deperimento psico-fisico. Una lettura più approfondita suggerirebbe qualcosa di più particolare, legato alla capacità recitativa di Pannella. Si dice che l’ascoltatore tipo di Radio Radicale (o comunque persona che bene conosce le istanze del movimento) possa prendersi la libertà di criticare Emma Bonino&Co… Soprattutto perché un secondo dopo sarà pronto a tessere il loro elogio, ringraziando il cielo per l’esistenza dei Radicali e delle loro battaglie per i diritti civili. Mi ritrovo in pieno in questo ritratto, perciò vorrei dire che ho trovato abbastanza inutile e per certi versi patetico lo show di Pannella a “Annozero”. In un momento in cui va molto di moda il concetto di fisicità al comando (si veda il bel saggio di Marco Belpoliti “Il corpo del capo”), Pannella ha puntato tutto sulla natura ieratica del suo porsi. Un qualsiasi altro uomo di ottant’anni, in quelle condizioni, avrebbe esalato l’ultimo respiro della sua esistenza lì nell’arena di fianco a Travaglio e Franceschini. Pannella è speciale, sovrumano a modo suo, e dunque definirlo “patetico” non suonerà mai come offesa, bensì solo come una provocazione. Lui ha scelto di andare a biascicare frasi risultate incomprensibili fosse solo per il volume basso e la fatica nel parlare. Era questo quello che il grande Marco voleva? Rendersi vulnerabile e “patetico”? Strappare gesti di spontanea umanità al generalmente arcigno Santoro? Sacrificare il proprio corpo sull’altare della censura tv verso la campagna elettorale dei Radicali? In quel contesto cosa è andato veramente perso è stato il messaggio di lotta e di ribellione all’indifferenza che il movimento porta avanti. Preso nella sua personale rappresentazione, il vecchio leader non è riuscito a comunicare nulla delle lodevoli battaglie a favore del testamento biologico, del divorzio breve e di una più umana situazione nelle carceri… Questo è solo il mio parere, e non escludo che qualcuno tra iscritti e dirigenti possa invece pensare a un grande successo di visibilità Nel lamentare l’oscuramento da parte delle emittenti secondo me i Radicali tendono poi a sopravvalutare un mezzo di comunicazione sempre più obsoleto come la televisione Lo spirito di sperimentazione che li contraddistingue dovrebbe spingerli con più decisione verso l’utilizzo di strumenti più originali. Anche “virali” per usare un termine in voga…
Pannella e lo schermo obsoleto

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