In scena da mesi una guerra senza esclusione di colpi tra Rupert Murdoch e Richard Branson. Che si giocano la palma di “Mr. Pay Tv” Sky One, Sky News e Sky Sport News. Sono bastati tre canali per far agitare le (apparentemente) calme acque del mondo delle telecomunicazioni britanniche. Protagoniste volute sono BSkyB e Virgin Media mentre Tiscali Uk resta alla finestra e si gode (non senza soddisfazioni) lo scontro tra titani. La Gran Bretagna è il mercato tv dove l’audience è più segmentata, basti pensare che una ricerca condotta da ItMedia Consulting stima del 51% gli ascolti dei primi due operatori sul mercato. In Italia (Rai e Mediaset) calamitano l’84%, giusto per fare un paragone. Questo spiega la guerra in corso tra BSkyB e Virgin Media, che rispettivamente fanno capo a due vecchie volpi del mercato come Rupert Murdoch e Richard Branson. Come di consueto i due adottano tattiche e metodi aggressivi in nome del business, per nulla inclini al dialogo. Nei prossimi 5 anni le previsioni parlano di una crescita di 1,2 milioni di abbonati per Sky Digital e di soli 700 mila per Virgin Media secondo le stime degli analisti di JupiterResearch. I dati non fanno sorridere sir Richard, che da un paio di mesi ha alzato la voce: “BSkyB abusa di una posizione dominante nel mercato britannico della pay tv”. Il tutto parte dall’acquisizione del 17,9% delle quote di Itv (broadcaster privato in chiaro) da parte di BSkyB, che è in corso di analisi per il via libera dalla commissione di Controllo. Richard Branson e la sua Virgin masticano amaro, perché erano in lizza anche loro per quel 17,9%. Un obiettivo che avevano fin dall’acquisizione del broadcaster via cavo Ntl, poi diventato Virgin Media. Ed eccoci arrivati alla “beffa delle beffe” (per sir Richard): per il rinnovo dell’esclusiva dei 5 canali di Sky presenti nel pacchetto via cavo di Virgin, Murdoch chiede una cifra esosa e sproporzionata (sempre per sir Richard). Inoltre chiede lo sconto per trasmettere i canali tematici di Virgin su BSkyB. A questo punto si va in tribunale, davanti alla corte di giustizia. E Murdoch, con gran mestiere, si accorda con Tiscali Tv (via cavo) per i 5 canali basic oggetto del contendere, recuperando i costi e creando ancora più concorrenza a Virgin Media. Cosa c’è veramente dietro a queste “baruffe chiozzotte”, che richiamano le commedie di Goldoni? Rupert Murdoch, nonostante il forte espansionismo editoriale nel mondo, vede concentrare il suo dominio in Gran Bretagna. Pochi mesi fa era “Mr. Pay Tv”, ma conti alla mano deve constatare che il mercato della tv via satellite è ormai saturo (con 8 milioni di clienti), il mercato del digitale terrestre è già saturo (in attesa dello switch off) e che la tv via cavo con i contenuti video on demand – oltre a essere il futuro – è il presente del mercato della tv digitale e multimediale. Così il vecchio Rupert affila le armi nel modo che meglio conosce: togliendo di mezzo i concorrenti. Le ultime news da Oltremanica parlano già di un pacchetto pay tv per il digitale terrestre ma pare che, prima del suo, debutterà un’altra offerta. E allora sì, che sarà guerra senza quartiere. Tiscali Tv in Gran Bretagna e poi Italia Per entrare nel mercato della tv via caso Tiscali ha scelto la strada dell’acquisizione dell’operatore locale HomeChoice, internet provider specializzato nell’Iptv. Tiscali Tv trasmette sul web con un sistema multicasting basato sullo standard Mpeg-4, nuova tecnologia di compressione dei segnali video. Per il progetto Tiscali ha stanziato 740 milioni di euro fino al 2010 per il mercato britannico e quello italiano (dove il servizio partirà a settembre). In Gran Bretagna le previsioni parlano di 1,8 milioni di potenziali utenti broadband entro il 2010 (di cui 1,3 milioni con accesso diretto). Il set top box è ibrido e riceve via etere i canali in digitale terrestre e poi quelli via cavo tramite una connessione a banda larga di almeno 6 mega. Marco Scurati
Pay tv: la Gran Bretagna alla guerra del cavo

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