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Péter Magyar debutta in Italia dal cinema

Spring Wind immagine di scena_2 © Halluci-Nation _ JUNO11 Pictures

Spring Wind immagine di scena_2 © Halluci-Nation _ JUNO11 Pictures

Più della politica poté il cinema. Dopo la visita a Bruxelles, dov’è stato accolto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il futuro nuovo premier ungherese Péter Magyar passa da Sestri Levante. Prima ancora degli incontri istituzionali, il politico – già europarlamentare del PPE – sceglie una tappa non ufficiale ma altamente simbolica in Italia: il Riviera International Film Festival, dov’è protagonista della serata inaugurale.

Martedì 5 maggio, al Cinema Ariston della cittadina ligure, viene presentato in anteprima mondiale Spring Wind – The Awakening, documentario diretto da Tamás Yvan Topolánszky e prodotto da Claudia Sümeghy. Il film, fuori concorso, apre la decima edizione del festival e racconta da vicino l’ascesa politica di Magyar, culminata con la recente vittoria elettorale che ha chiuso un ciclo politico durato sedici anni. Una vittoria che segna la fine dell’era di Viktor Orbán, figura simbolo del sovranismo europeo, e apre auspicabilmente una fase nuova per l’Ungheria.

Spring Wind immagine di scena_3 © Halluci-Nation _ JUNO11 Pictures

Nonostante le numerose richieste internazionali arrivate dopo il risultato elettorale, il documentario viene presentato per la prima volta all’estero in Italia per il legame tra il regista e Sestri Levante: Topolánszky ha già partecipato al festival in passato, vincendo nel 2019 il premio come miglior regista e tornando poi come giurato. «Per noi è come tornare a casa», spiega insieme a Claudia Sümeghy, sottolineando il valore simbolico di presentare qui un’opera che definiscono “la testimonianza di un momento storico”.

Girato nell’arco di un anno con una troupe ridotta e spesso in incognito, il documentario segue Magyar nei momenti pubblici e privati: dai tour elettorali alle conversazioni informali, fino alla dimensione domestica. Ne emerge un ritratto che va oltre la cronaca politica, restituendo dubbi, motivazioni e dinamiche personali di un leader nel pieno della trasformazione.

Secondo gli autori, il film non si limita a raccontare il cambiamento, ma prova a coglierlo dall’interno, contribuendo al dibattito pubblico che ha accompagnato la fine del lungo dominio di Orbán. Un progetto realizzato in modo indipendente, senza interferenze esterne, con l’obiettivo dichiarato di preservare autenticità e integrità narrativa. La presenza di Magyar al festival prosegue anche mercoledì 6 maggio, con una conferenza stampa all’ex Convento dell’Annunziata, insieme al regista e alla produttrice.

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