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Più rifiuti, meno discariche, più riciclo

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Gli italiani producono più rifiuti rispetto a trent’anni fa, ma li smaltiscono in modo molto diverso. Se tra il 1996 e il 2024 la quantità di rifiuti urbani è aumentata dell’11,2%, nello stesso periodo è cambiata profondamente la destinazione finale dei materiali raccolti: la discarica, un tempo soluzione quasi esclusiva, è diventata residuale, mentre riciclo e recupero energetico hanno assunto un ruolo sempre più centrale.

A fotografare questa evoluzione è l’Istat nel rapporto L’ambiente e l’energia. Nel 2024 ogni italiano ha prodotto in media 508 chilogrammi di rifiuti urbani, un valore sostanzialmente allineato alla media dell’Unione europea. Nei comuni capoluogo il dato è ancora più elevato, arrivando a 546 chilogrammi pro capite, anche se negli ultimi anni si registra una lieve flessione.

Il cambiamento più evidente riguarda però la gestione dei rifiuti. Nel 1996 l’83% dei rifiuti urbani finiva in discarica; oggi questa quota è scesa al 15%, un livello inferiore alla media europea. Nel contempo è cresciuto il ricorso al recupero di materia: la quota destinata al riciclo e al compostaggio è passata dal 6 al 55%, mentre quella avviata agli impianti di incenerimento con recupero energetico è salita dal 5% al 18%.

Una trasformazione che riflette la progressiva affermazione dell’economia circolare, sostenuta dall’estensione della raccolta differenziata e dalla realizzazione di nuovi impianti di trattamento. Secondo gli ultimi rapporti ISPRA, oggi oltre due terzi dei rifiuti urbani vengono raccolti in maniera differenziata e il divario storico tra Nord e Sud continua lentamente a ridursi, anche grazie ai miglioramenti registrati in molte regioni meridionali.

Restano, tuttavia, alcune criticità. Nei capoluoghi di provincia la raccolta differenziata continua a essere inferiore di oltre nove punti percentuali rispetto alla media nazionale, segno delle maggiori difficoltà legate all’elevata densità abitativa, ai flussi turistici e alla complessità organizzativa dei grandi centri urbani.

Anche la quantità complessiva di rifiuti continua a rappresentare una sfida. I dati più recenti di ISPRA mostrano che nel 2024 la produzione nazionale è tornata a crescere, superando i 29,9 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Un incremento legato anche alla ripresa dei consumi e delle attività economiche.

L’Italia produce ancora molti rifiuti, ma negli ultimi decenni ha profondamente modificato il modo di gestirli. La sfida dei prossimi anni sarà soprattutto ridurre la quantità di rifiuti prodotta, oltre a incrementare ulteriormente il riciclo effettivo per centrare gli obiettivi fissati dall’Unione europea.

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