I nostri compatrioti si avvicinano ancora con diffidenza a strumenti come internet, computer, lettori Mp3. Parola di ACNielsen Il 52% degli italiani non conosce le possibilità e le meraviglie di internet, ma fra chi lo utilizza il 23% è un ‘heavy user’, cioè che si connette tutti i giorni o quasi, e il 25% è un ‘medium-light user’ che si connette con una frequenza inferiore alla quotidiana. I dati emergono da un’indagine commissionata dall’Osservatorio permanente contenuti digitali e realizzata da ACNielsen. La ricerca prevede due sezioni: una qualitativa (focus group su cinque tipologie di utilizzatori di contenuti dai 13 ai 50enni) e una quantitativa (campione rappresentativo della popolazione italiana di 8.500 individui con più di 14 anni). Il web non è il solo grande sconosciuto fra le nuove tecnologie: le piattaforme più utilizzate (almeno una volta alla settimana) non raggiungono comunque la metà della popolazione. Al primo posto c’è il computer con dvd (39%), seguito da cellulare con MP3/video/fotocamera (33%), lettore dvd (26%), lettore MP3/i-Pod e tv Lcd/al plasma (15%). I sistemi di messaggistica istantanea (Messenger, Skype) e forum/blog sono i servizi che gli internauti usano più frequentemente: rispettivamente il 27% e il 22% li utilizzano almeno una volta la settimana. In compenso le donne stanno facendo passi da gigante per recuperare la parità almeno in questo campo. Le più giovani (14-24 anni) usano il web quanto i maschi. Le ragazze, inoltre, comunicano di più: tra gli utilizzatori della rete l’uso settimanale di forum e blog vede un’incidenza superiore tra le donne giovani (14-24 anni) rispetto ai coetanei maschi (43% contro 35% tra le 14-19enni e 28% contro 19% tra le 20-24enni). L’utilizzo di sistemi di file sharing resta una prerogativa maschile in tutte le fasce d’età: il maggiore utilizzo si registra tra i teen (51% uomini e 34% donne, tra gli internauti) per poi calare al crescere dell’età Secondo la ricerca “la relazione fra utilizzo della tecnologia e fruizione di contenuti culturali non si manifesta in modo univoco: se da una parte appare chiaro come una scarsa attitudine alla tecnologia si traduca generalmente in bassi consumi culturali, non è tuttavia possibile affermare il contrario. L’interesse e – soprattutto – la valorizzazione dei contenuti si rivelano legati non tanto alla disponibilità o al mero utilizzo delle nuove tecnologie, bensì alle modalità (e quindi alle finalità) con cui tali tecnologie sono utilizzate”. La tecnologia è vista come uno strumento neutro ed è la discriminante culturale che permette e orienta gli utenti verso un utilizzo attivo o passivo delle nuove tecnologie. La fetta più consistente della popolazione italiana (12,5 milioni, 31%) è formata dai ‘Tv people’ con bassa propensione sia alla cultura sia alla tecnologia. I 12,3 milioni di ‘Tradizionalisti’ (24% della popolazione) sono connotati da un basso utilizzo della tecnologia e da una media predisposizione ai contenuti culturali, 6,9 milioni (13%) entrano nella categoria ‘Sofisticati’, contraddistinti da elevata fruizione di contenuti culturali e media predisposizione alla tecnologia. Esiste anche una fascia di popolazione affascinata dalla tecnologia: i 7,4 milioni di ‘Eclettici’ utilizzano in modo costante tutte le nuove possibilità tecnologiche e sono connotati anche da elevata propensione a contenuti culturali e gli 8,9 milioni di ‘Technofan’ sono patiti delle tecnologie in sé o come strumento di comunicazione e scambio, ma non le utilizzano invece per elevare la loro fruizione di contenuti. “L’indagine evidenzia in modo chiaro che l’utilizzo consapevole ed evoluto delle tecnologie dipende in gran parte dagli strumenti culturali di cui gli utilizzatori sono dotati – afferma il presidente del Gruppo Editoria Digitale di Aie, Fernando Folini -. Solo creando condizioni per il loro sviluppo sarà possibile sfruttare e sviluppare al meglio le opportunità che le innovazioni man mano presenteranno. Per questo Aie, Aidro, Fimi, Univideo e Cinecittá Holding hanno scelto di dare vita a un osservatorio permanente. Da questi dati ripartiamo, non solo per avvicinare la cultura e i contenuti culturali in digitale ai giovani e meno giovani, ma anche per capire come sensibilizzare al meglio gli italiani su temi delicati per noi irrinunciabili come la tutela del diritto d’autore”. • Simona Montella
Poca tecnologia nel Bel Paese

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