Da decenni non si vedevano tanti focolai di protesta popolare, in paesi differenti. Dopo l’Egitto e la Tunisia, altri stati dell’Africa e del Medio Oriente hanno visto il dissenso crescere nelle strade fino a chiedere la testa dei governanti: “Proteste in Medio Oriente, una regione del caos”, titola The Financial Times , descrivendo l’intera area come una polveriera pronta a saltare. Rivolte violentissime sono scoppiate in Bahrain, in seguito alle misure restrittive volute dal parlamento: “Stato d’emergenza in Bahrain”, si legge su El Pais , mentre The Washington Post scrive di almeno tre morti e dozzine di feriti negli scontro tra forze dell’ordine e manifestanti. Come riporta puntualmente The Wall Street Journal , “La polizia ha soffocato la rivolta con la violenza”. Se i cittadini del Bahrain piangono, non stanno meglio quelli della Libia: “Si allarga la protesta in Libia”, scrive The New York Times . Teatrale ma efficace il titolo di France Soir : “La Libia si prepara una giornata di rabbia”. Secondo The Guardian , invece, “Il regime libico deve temere la rabbia della gente” e Gheddafi rischia di fare la fine di Mubarak. E mentre le rivolte prendono vigore c’è già chi si chiede quale sarà il prossimo paese a esplodere.
Proteste in Medio Oriente (The Financial Times)

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