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Quanto costa la banda larga

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Nei 30 paesi più sviluppati al mondo ci sono differenze di velocità e prezzo. Scopriamole grazie a un report Ocse aggiornato a fine 2006 La data di chiusura della ricerca non tragga in inganno: si tratta della ricerca più recente stilata sui consumi della banda larga nei paesi più industrializzati. Un report stilato dall’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che fa una radiografia al settore della banda larga. Il 60% dei paesi membri dell’organizzazione naviga su internet con il broadband. Entrando nel rapporto tra costi ed efficienza, la ricerca evidenzia che le nazioni che sono passati ai servizi su cavo navigano più velocemente e a minor prezzo. La palma va al Giappone, con gli utenti della rete che viaggiano su linee a 100 Mbps, dieci volte più veloci della media degli altri paesi presi in considerazione dalla ricerca. Inoltre, i prezzi praticati in Giappone dagli operatori sono di circa 0,22 dollari al megabit (circa 0,16 eurocent). Il massimo è stato registrato in Turchia con 2,66 euro al megabit. Ma non solo: gli utenti giapponesi posso caricare alla stessa velocità con la quale scaricano file dalla rete grazie alla fibra ottica. La stessa cosa non può accadere per chi utilizza linee Adsl, per i limiti tecnici della banda con questo tipo di offerta. Oltre al Giappone hanno virato sulla fibra ottica, trasferendo le utenze dall’Adsl, Svezia, Corea e Finlandia. Morale della ricerca: la banda larga sta diventando il medium di base per il trasferimento di informazioni sia per utenti residenziali sia per quelli mobili. Ma qualche commento al metodo della ricerca bisogna farlo. Ci pensa l’analista di JupiterResearch, Ian Fogg: “E’ difficile tracciare una comparazione tra 30 stati nel mondo, perché ci sono trend differenti da stato a stato”. Ma a fin dei conti occorre ammettere che il confronto più diretto tra le varie offerte bisogna proprio farlo partendo dal prezzo. “Visto che il mercato si è molto frazionato – continua Ian Fogg – i consumatori sono molto attenti al prezzo”. Proprio per questi due fattori i prezzi per la banda larga distribuita con l’Adsl sono scesi del 19% aumentando la velocità di navigazione del 29% in un anno. Lo stesso andamento hanno seguito anche le offerte via cavo, inteso come fibra ottica. La mensilità di abbonamento censita come meno cara a ottobre 2006 è in Svezia, con 7,92 euro di bolletta per una connessione a 256kbps. La più cara è in Messico con 38,44 euro per le stesse prestazioni. Questo perché “le persone che non hanno mai avuto la necessità di avere la linea per internet con il broadband non ne sentono il bisogno storico”, continua Fogg. Tradotto: se non c’è concorrenza, i prezzi di alzano a parità di condizioni. L’Italia si colloca all’ottavo posto della classifica mondiale con una spesa di 12,75 euro al mese, dietro alla Nuova Zelanda e davanti all’Irlanda.   In Italia si naviga 6 ore a settimana senza distinzioni tra Nord e Sud Una recente inchiesta commissionata da Ebay.it condotta da Research International ha analizzato in maniera approfondita l’uso di internet della popolazione italiana. Un italiano medio sfrutta internet (connessioni adsl e dialup) principalmente per trovare informazioni, poi per la lettura e la scrittura di posta elettronica, per la lettura di giornali online, chat e infine per fare lo shopping. Sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni a connettersi con maggiore frequenza: 6-7 ore alla settimana. Gli over 35 preferiscono, invece, utilizzare internet dal posto di lavoro e l’uso settimanale è così inferiore. Nelle città sopra i 100mila abitanti l’uso medio di internet si avvicina alle 8 ore settimanali, mentre nei piccoli centri si arriva a 5. Non c’è differenza tra nord e sud: a Palermo l’uso medio settimanale di internet è superiore alle 8 ore. Al sud, però, prevale l’utilizzo di servizi di chat rispetto al nord, dove la ricerca di informazioni e la posta elettronica sono gli usi principali. • Marco Scurati    

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