di Giorgio Bellocci Come spesso è accaduto nella sua storia tocca a Retequattro dare un segnale importante, in termini di qualità, rispetto al sempre più scialbo palinsesto di Canale 5 e di Italia Uno. Le due “sorelle” maggiori oggi puntano su prodotti mediocri quali “Italia’s Got Talent”, “La pupa e il secchione”, “Lo Show dei Record”, “Misteri” e “Fenomenal”. Certo, non è difficile trovare delle proposte simili anche sulla Rai. Ma ricordato il solito mantra sulle corrette esigenze commerciali di Mediaset e sulle mancanze del servizio pubblico, si deve ammettere che almeno in Rai qualche programma di approfondimento c’è. A Mediaset su questo versante si registra solo l’irrefrenabile declino di “Matrix”! In tale scenario Retequattro (che per altro mantiene la tradizionale programmazione di film di livello) ha messo fuori il naso con coraggio prima con il rotocalco “Quarto grado”, dedicato a casi di cronaca che hanno appassionato l’opinione pubblica, e poi con la nuova edizione di “Vite Straordinarie” condotto al mercoledì in prima serata da Elena Guarnieri e dedicato a personalità che hanno caratterizzato la storia della politica o del costume. La sorpresa più piacevole riguarda proprio la Guarnieri, anche autrice di “Vite Straordinarie” insieme a Anna Pagliano. Classe ‘67, portamento elegante, Elena con la conduzione del TG5 delle 13.00 ha raggiunto il gradino più alto di una carriera da mezzobusto iniziata già dalla metà degli anni 90. Forse è per questo che viene snobbata dai media, più interessati a donne accostabili al tv-trash (Barale, Perego, Setta) o decisamente sopravvalutate (Toffanin, Panicucci, Clerici). “Vite Straordinarie”, un format realizzato con cura, sembra cucito apposta per lei. Valga come esempio l’ultima puntata, eccezionalmente anticipata al martedì e dedicata alla famiglia Savoia con enfasi sulle drammatiche vicende legate alla seconda guerra mondiale. Per intenderci: si sono visti pure gli ultimi discussi discendenti, ma non si è parlato solo di loro… Ho provato una sensazione di armonia piuttosto rara per l’odierna televisione nel vedere Elena affabulare con chiarezza e muoversi con eleganza tra i luoghi della storia dei Savoia (il Quirinale, la Reggia di Venaria, ecc). Lo stesso dicasi per le interviste a due esperti di storia come la giornalista Laura Laurenzi (un “inno” allo charme femminile!) e lo storico Sergio Romano: il vero plusvalore, a mio modo di vedere, è venuto proprio dalla loro presenza. Un’ottima scelta da parte della redazione. E il programma ha avuto anche un buon riscontro in termini di ascolto: un milione e ottocentomila spettatori con il 7,37% di share.
Retequattro sorprende con “Vite straordinarie”

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