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Santoro sogna Berlinguer…

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Di Giorgio Bellocci   Per fortuna che dal Partito Democratico è sempre arrivata solidarietà tutte le volte che “Annozero” e Michele Santoro sono stati attaccati da Silvio Berlusconi e dagli esponenti dei vari governi da lui presieduti. Un tormentone che da sempre caratterizza i programmi del bravo anchorman salernitano… Ecco, per fortuna perché se no chissà quali colpi di bazooka contro Bersani & Co avrebbero sparato Santoro e Travaglio!   La ripresa di “Annozero” dopo l’insensato blocco dei talk politici ha assunto il profilo di un penoso processo al PD, sempre più reo agli occhi degli assatanati Bibì e Bibò del “popolo viola” di non sapere essere infallibile. Per carità: è giusto dire che l’ultima tornata elettorale non è stata particolarmente brillante per la compagine guidata da Bersani, tutt’altro. Ma, pure lasciando da parte l’ingratitudine di cui sopra, non si capisce il motivo di tale livore verso un partito che avrà tanti limiti ma anche pochi anni di vita. Michele Santoro ha conosciuto da giovane il PCI di Enrico Berlinguer e se ne è innamorato.   La stessa cosa è accaduta a Sandro Ruotolo, sua spalla storica, a Lucia Annunziata e a Norma Rangeri, le due giornaliste presenti in studio con il loro carico di disapprovazione per il PD. La Storia, null’altro che la Storia con la S maiuscola, ha costretto il vecchio PCI a un brusco rinnovamento per evitare la completa estinzione. Il partito di Berlinguer vantava una storia nobile e alta, certo con tante zone oscure come tutti i grandi partiti della prima repubblica; ma non si confrontava con un’anomalia antidemocratica come quella rappresentata da Silvio Berlusconi, bensì con la Democrazia Cristiana che malgrado le proprie zone d’ombra portava avanti il progetto di solidarietà nato negli anni della Resistenza.   Le ultime elezioni hanno poi dimostrato che il PD tra i suoi potenti avversori annovera pure il Vaticano: l’attacco diretto a Mercedes Bresso e Emma Bonino per le loro posizioni illuminate sui diritti civili ha di fatto consegnato Piemonte e Lazio al centro-destra. Per dovere di cronaca Santoro, in genere poco interessato a temi come testamento biologico o pillola del giorno dopo, doveva segnalare questo fatto e dare atto di conseguenza al PD di avere puntato con coraggio su due donne che hanno perso le elezioni per una manciata di voti e a causa dell’anatema clericale (con due regioni in più il discorso sarebbe stato diverso per il PD).   Al contrario, nel giorno in cui il neo governatore del Piemonte se ne esce con un diktat oscurantista sulla Ru 486 da Santoro abbiamo visto dipanarsi il mantra ossessivo del “territorio” e di come la Lega sia brava a presidiarlo…

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