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Sciarelli angelo in tv

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La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Apri il sito internet del programma e inevitabilmente vieni colto da un senso di angoscia… Tutti i volti dei “missing”, persone sparite nel nulla e ricercate dai loro cari, dagli amici. Fa male vedere soprattutto i volti dei bambini e degli anziani… Un rapimento, un vuoto di memoria, una fuga dalla depressione, un malore… E’ solo un attimo, poi si realizza che anche per il contributo del web “Chi l’ha visto?” (Raitre, lunedì, ore 21.00) è uno dei migliori prodotti mai realizzati dal servizio pubblico. Ed è premiato pure dal pubblico, se si considera che viaggia alla media di tre milioni di telespettatori a puntata. Un vero e proprio picco per Raitre. Ma se anche così non fosse, se si gravitasse cioè intorno alla celebre “nicchia” in stile La7, il rotocalco condotto da Federica Sciarelli andrebbe indicato come raro esempio di televisione al servizio del cittadino. Le statistiche, oltretutto, dicono che il 68% dei casi portati alla luce da “Chi l’ha visto?” trova una soluzione positiva. E ancora: facciamo la tara su quanto di morboso e voyeuristico può esserci alla base del successo del programma, partendo, per essere più chiari, dalla passione degli italiani per le storie avvolte dal mistero e per la curiosità (duole dirlo) verso la sofferenza del vicino di casa. “Chi l’ha visto?” rimane un top per la Rai proprio perché da sempre tratta queste delicate tematiche con stile giornalistico, senza la minima concessione al sensazionalismo. Diciannove splendide edizioni condotte da professioniste di alto livello: da Donatella Raffai a Federica Sciarelli, passando per Giovanna Milella, Daniela Poggi e la compianta Marcella De Palma. Ciascuna, con il proprio stile personale, ha portato un grande contributo alla riuscita del progetto. Un ampio spazio nel programma, come da tradizione, viene dedicato agli adolescenti in difficoltà, ma oggi Federica Sciarelli si confronta con casi che purtroppo investono sempre di più l’infanzia. La dolcezza dei suo modi, unita all’indiscutibile carisma, fanno della giornalista un vero e proprio “angelo” capace di offrire conforto ai familiari delle vittime che sovente lei ospita (sia nel corso delle indagini, sia successivamente a prescindere dall’esito della conclusione del caso). Nel limite, ovviamente, di quanto umanamente può essere fatto. E’ successo, tra gli altri, ai genitori di Tommaso Onofri, portato via a soli diciassette mesi dalla violenza degli adulti, e alla coraggiosa mamma di Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel 2004 all’età di quattro anni: Piera Maggio con straordinaria dignità e lucidità continua a sperare nel ritrovamento della figlia. Il valore di “Chi l’ha visto?” è percepibile nei suoi occhi. 

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