E’ stato un fine settimana di violenza, quello scorso, in Egitto. Venticinque cristiani copti sono stati uccisi durante gli scontri con le forze dell’ordine al Cairo, capitale del paese. “Scontri e violenze al Cairo”, titola The Guardian a caratteri cubitali, parlando apertamente di rischio di guerra civile in Egitto. Meno drastico ma altrettanto preoccupato il giudizio di The Independent , secondo cui “L’esercito egiziano deve cominciare a mantenere le promesse”. Il potere, attualmente, è di fatto in mano ai militari, che però non hanno dato libero sfogo all’afflato della rivolta popolare di febbraio e spesso hanno usato violenza per reprimere le manifestazioni di dissenso. Come fa notare Paris Match , dunque, “l’esercito è sotto accusa” The Washington Post dà però voce ai vertici militari che “negano di aver sparato sui cristiani”. Certo è che la situazione in Egitto si fa ogni giorno più complessa, con le elezioni in avvicinamento, la maggioranza musulmana pronta a prendere il potere, i cristiani preoccupati e le istituzioni sempre più fragili: a seguito degli scontri “si è dimesso il ministro delle Finanze” ( The Financial Times ) e anche “il vice premier” ( El Pais ). E il resto del provvisorio governo non sta meglio.
Scontri e violenze al Cairo, strage di Copti (The Guardian)

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