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Sei chili di Sardegna nel trolley: turista ungherese fermata ad Alghero

Sei chili di Sardegna, ordinati nel trolley come una collezione. Conchiglie di ogni misura, sabbia chiara, ciottoli, sassi marini. Il 4 maggio una turista ungherese di 33 anni è arrivata al gate dell’aeroporto “Riviera del Corallo” convinta di portarsi a casa un ricordo. Lo scanner della security ha pensato diversamente. Pochi minuti dopo la donna era ferma davanti ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e ai militari della Guardia di Finanza. Il volo per Budapest è partito senza di lei. Il materiale, accertano gli investigatori, proviene dal litorale che corre da Alghero a Badesi, una porzione di costa fra le più delicate del nord-ovest sardo.

Una legge regionale che vieta l’asportazione

Alla passeggera è stata contestata la violazione dell’articolo 40 della Legge regionale 28 luglio 2017, n. 16. La norma vieta l’asportazione, la detenzione e la vendita anche di piccole quantità di sabbia, ciottoli, sassi o conchiglie. La sanzione amministrativa va da 500 a 3.000 euro. Per le quantità più rilevanti la giurisprudenza apre uno scenario diverso: la Cassazione, con la sentenza 11158/2019, ha riconosciuto la configurabilità del furto aggravato. I sei chili torneranno presto sulle spiagge di provenienza, dopo la classificazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

Un fenomeno che si ripete negli anni 

Il caso di Alghero non è una stranezza. Il 21 ottobre 2025 il Corpo Forestale ha diffuso il bilancio quinquennale del solo polo di Olbia: dal 2020 al 2025, fra il porto Isola Bianca e l’aeroporto Costa Smeralda, sono stati sequestrati oltre 900 chili di sabbia, conchiglie e ciottoli, con 198 verbali e 110 mila euro di incassi per la Regione Sardegna. Il quadro regionale è coerente: ADM ha quantificato in oltre 500 chili il materiale sequestrato nel 2024 nei tre aeroporti sardi e nei principali porti.

Le cronache raccontano la stessa storia con varianti minime. Un viaggiatore con 32 sacchetti di sabbia etichettati spiaggia per spiaggia: Porto Pino, Piscinas, Cala Domestica, Tuerredda. Un altro con 12 bottigliette numerate. Un terzo con 16 chili e mezzo di sabbia di Villasimius. Una famiglia tedesca fermata al porto di Olbia con sacchi di pietre e legni di mare nel bagagliaio. Quasi tutti, al momento della contestazione, ripetono la stessa difesa: non sapevamo. Una giustificazione fragile, perché negli arrivi degli aeroporti sardi i cartelli di divieto sono visibili e le concessioni balneari distribuiscono brochure da otto anni.

Le conchiglie non sono ornamento: rallentano l’erosione e proteggono il profilo della battigia. La sabbia degli arenili si è formata in milioni di anni. Una bottiglietta nel bagaglio sembra un gesto privo di peso. Moltiplicata per i milioni di turisti che ogni stagione frequentano l’isola, diventa una tassa silenziosa sulla geografia sarda.

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