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Sei dolci italiani conquistano le Stelle Michelin 2026

Tiramisù, cannolo siciliano, cassata, sfogliatelle, babà al rum e gelato: sono  questi i sei dolci italiani più amati nel mondo, presenti nelle carte dei dessert dell’alta ristorazione, sia nella versione tradizionale sia in rivisitazioni creative degli chef.

Lo rivela Michelin Italia, che dall’osservatorio delle 394 Stelle Michelin della Guida Rossa 2026 sul territorio nazionale individua in questi classici un podio condiviso del “made in Italy” dolciario.

Che sia stata tramandata di famiglia in famiglia o creata dalle intuizioni di singole realtà, la  pasticceria italiana si lega al territorio circostante, ne rispetta le consuetudini locali e utilizza materie prime di alta qualità, finemente valorizzate.

Il tiramisù, nato tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia nella seconda metà del XIX secolo, è composto da savoiardi, mascarpone, uova, zucchero, caffè e cacao. Secondo alcune fonti, il luogo d’origine è il ristorante Le Beccherie di Treviso mentre altre testimonianze identificano la prima apparizione presso il Ristorante Vetturino di Pieris (Gorizia) che serviva la “Coppa Vetturino” o “Tirime su”.

Il cannolo risale all’epoca araba (IX–XI secolo, e a contendersi l’origine del dolce ci sono le città di Caltanissetta, dove la leggenda narra che le donne di un harem avessero inventato un dolce a forma di “tubo” ripieno di crema di ricotta, simbolo di fertilità e vitalità, e Palermo che ideò il dolce per la festa Carnevale come simbolo di gioia e convivialità.

Anche la cassata vanta origini levantine: il termine deriva dalla parola araba quasʿat (bacinella) ed è proprio con l’avvento degli Arabi che l’Italia impara a conoscere la canna da zucchero, gli agrumi e e la frutta secca. Nel Medioevo, questi nuovi ingredienti diventano espressione di prestigio e spettacolo e vanno ad abbellire i banchetti nobiliari dalla Toscana alla Sicilia con  fantasiose forme di gelatina e sculture di zucchero.

La sfogliatella è vanta invece natali ecclesiastici: nasce nel XVI secolo dalle suore del Monastero di Santa Rosa di Conca dei Marini, sulla Costiere Amalfitana.

Il babà nasce in Polonia quando Re Stanislao Leszczyński battezza il dolce in onore del personaggio delle Mille e una notta Ali Babà. E’ però a Napoli che arriva alle masse e ottiene il successo che dura ancora oggi.

Infine il gelato, le cui origini possono essere individuate nella Firenze rinascimentale quando il cuoco di corte Ruggeri presenta un dolce freddo a base di ghiaccio e frutta. Da lì a poco, Bernardo Buontalenti porta in tavola la “Crema Fiorentina” aggiungendo latte e uova alla ricetta e un altro evento spartiacque nella diffusione del prodotto, è l’introduzione del cono gelato nel 1903 per mano di Italo Marchioni.

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