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Simona Ventura “fattore” delle quote rosa Tv

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La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Martedì 1, alla faccia del pesce d’aprile, ha compiuto 43 anni portati benissimo. Forse è per questo che la domenica precedente “X-Factor” non è andato incontro al previsto disastro di ascolti nell’estemporaneo posizionamento in prima serata: un dignitoso 10% contro “Dr.House”, “Capri” e “Report”. Simona Ventura è donna intelligente e sa benissimo che le aspettative erano ben altre, ma quando anche il direttore della tua rete parla di programmazione sbagliata, con riferimento soprattutto alle pillole pre-serali che in effetti vanno maluccio, cosa vuoi fare? Tirare un sospiro, rimboccarsi le maniche e pensare a nuovi progetti. Non è la prima volta che Simona, generosa nel buttarsi a capofitto in format sperimentali, va incontro a dei flop. Ma in questo caso si è confrontata con il genere più… morto che esiste in televisione: la musica. Hanno ragione da vendere coloro, specie tra gli addetti ai lavori discografici, che sostengono che oggi musica e piccolo schermo non hanno più nulla da spartire. E’ una normale evoluzione sia nei gusti del pubblico televisivo, sia nelle stesse dinamiche dell’universo musicale che per altro guarda sempre di più al web. “X-Factor” è solo un tentativo non troppo riuscito, un reality senza presunte star, ma cosa vogliamo dire del Festivalbar e di tutte le ultime penose edizioni, poco foriere di ascolti oltretutto? Di Sanremo è stato detto di tutto e di più, ma almeno in quel caso è già chiaro da decenni che lo spettacolo non risiede nelle note intonate ma in quelle stonate del “circo” che gravita intorno alla musica. Non coinvolgo nell’analisi i canali a tema come “All Music” e “Mtv”, ma si può perlomeno afferrmare che i loro palinsesti sono sempre più contaminati da temi extra-musicali. Tornando a Simona Ventura io trovo che sia una grande professionista, e che il suo “Quelli che il calcio…” sia ancora molto divertente. Anche senza il geniale Gene (Gnocchi) il programma è riuscito a mantenere una struttura più che dignitosa. Merito della grinta e del carisma della conduttrice e del suo feeling con due fuoriclasse dell’imitazione come Lucia Ocone e Max Giusti. Tra le “quote rosa tv” nel campo dell’infotainment Simona è uno dei pochi “fattori”. Il punto, come lei stessa ha saggiamente ammesso, è capire cosa fare da grande. Daria Bignardi quando vorrà levarsi dal video farà giustamente valere il suo know how di giornalista; Maria De Filippi si cimenterà con passione nella produzione; Serena Dandini coltiverà con ancora più amore il cartellone del teatro Ambra Jovinelli;  Simona sogna una direzione di rete… Siamo così sicuri che sia nelle sue corde? Ma ha ancora un po’ di tempo per pensarci bene. 

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