di Giorgio Bellocci Con l’acume che da sempre li contraddistingue nelle scelte degli ospiti, Luisella Costamagna e Luca Telese hanno arruolato Pietrangelo Buttafuoco per la puntata di In onda dello scorso 12 febbraio (in studio con lui Filippo Rossi, direttore “finiano” del magazine FareFuturo ). Nello stesso giorno il carismatico giornalista-scrittore catanese si era ritrovato al fianco di Giuliano Ferrara tra gli organizzatori del raduno milanese a sostegno di Silvio Berlusconi. Buttafuoco è un uomo di destra, con un passato nel Msi sia pure mediato dall’attività di giornalista del Secolo D’Italia . Orgoglioso di essere considerato un fascista “non nostalgico”, negli anni il nostro si è guadagnato una stima trasversale grazie soprattutto alla pubblicazione di libri che poco hanno a che fare con la politica. Certo, non solo Buttafuoco non ha seguito Fini nell’avventura di Futuro e Libertà, ma ha anzi continuato a scrivere per gli house organ berlusconiani, Panorama e Il Giornale , dove forzatamente risulta meno brillante. Tra i pregi egli annovera quello di essere uno dei pochi pensatori di destra che riesce a ben figurare in tv. A In onda , nel provare a chiarire il senso dell’iniziativa di Ferrara, Buttafuoco ha detto cose magari non condivisibili da tutti. Ma lo ha fatto con intelligente ironia e senza usare gli sconcertanti argomenti degli abituali difensori televisivi di Berlusconi: politici del Pdl e giornalisti filogovernativi, tutti convinti di poter vendere agli italiani la favoletta della nipote di Mubarak e della necessità di un intervento per evitare incidenti diplomatici!
Telese e Costamagna lanciano Buttafuoco

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