Dopo due anni e cinque giorni in sella e oltre 31.000 chilometri percorsi in solitaria, Monica Consolini ha concluso il suo straordinario giro del mondo in bicicletta ed è stata accolta trionfalmente a Lazise, suo paese d’origine sul Lago di Garda. Sabato 17 gennaio 2026, alle 10:30, la 35enne ingegnera ambientale ha tagliato il traguardo finale presso il Centro Giovanile di via Balladoro: proprio da dov’era partita il 13 gennaio 2024.
Guida ambientale escursionistica Aigae, Consolini ha costruito il progetto “RideSmiles” ispirandosi ad Annie Londonderry, la prima donna ad aver compiuto il giro del mondo in bicicletta nel 1895. Il nome dell’avventura è anche un gioco di parole, come spiegò lei stessa alla stampa prima di partire: “ride smiles”, pedala sorrisi, ma anche “rides miles”, pedala miglia. «I sorrisi – raccontava – saranno spesso l’unico mezzo di comunicazione quando non parlerò la lingua del posto: l’obiettivo del viaggio è testimoniare il bello del mondo e condividerlo».
La sua lunghissima pedalata in sella alla bicicletta soprannominata “Papasia” è stata portata avanti all’insegna del minimo impatto ambientale, con mezzi essenziali quali una tenda, un sacco a pelo e un pentolino per cucinare, e l’ha vista attraversare 25 Paesi tra Europa, Asia e Americhe, spesso in condizioni climatiche avverse e sfide fisiche importanti.
L’impresa di Consolini, rigorosamente autofinanziata, ha raccolto l’attenzione di molti sui social, dove la ciclista ha documentato quotidianamente il suo diario di viaggio e i paesaggi mozzafiato incontrati lungo la strada. Luoghi in cui ha già espresso il desiderio di tornare nei prossimi mesi, dopo un periodo di riposo. Accanto al racconto quotidiano sui social, l’impresa ha avuto anche una dimensione solidale: Consolini ha infatti promosso una raccolta fondi a sostegno di Vip – Viviamo in Positivo, federazione di clownterapia di cui fa parte, e dell’associazione Mato Grosso in Sudamerica, attiva tra Ecuador, Perù e Bolivia. Sulla sua bici ha sempre sventolato anche la bandiera Fidas Verona: Monica è infatti donatrice di sangue e plasma da anni.
La sfilata dei chilometri l’ha condotta dai Balcani verso l’Asia centrale e la Mongolia, dove è stata fermata da una polmonite nell’estate del 2024, per poi proseguire verso la Cina e quindi attraversare il Nord America prima di scendere fino all’Argentina. Dopo il rientro in Europa nell’ottobre scorso, ha completato la parte mediterranea tra Sardegna, Corsica e litorale tirrenico.
La protagonista dell’avventura ha espresso grande emozione per il ritorno: «Ogni giorno è stato così intenso che sembrava una settimana. Sono stata via due anni ma li sento come dieci, e ora non ho ancora realizzato di aver concluso questo viaggio». Monica ha raccontato più volte di non essersi sentita sola nonostante la lunghezza del percorso in solitaria, grazie alla varietà di incontri e alla generosità delle comunità locali nei luoghi attraversati, elementi che – ha detto – hanno reso l’esperienza ancor più significativa.

