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Un libro per scoprire i segreti di Pompei

Pompei segreta

Pompei segreta

Il testo parla di simboli, riti e credenze della città romana sepolta sotto l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e divenuta uno dei siti archeologici più celebri al mondo

Pompei continua a raccontare storie nuove: non solo affreschi celebri, domus affollate e strade consumate dal tempo, ma anche simboli, riti, credenze e segni che parlano di un rapporto profondo con il sacro e con l’invisibile. È questo lo sguardo che propone Pompei segreta, libro di Antonio Emanuele Piedimonte che si rivolge sia a chi conosce già il sito archeologico ma desidera rileggerlo con occhi nuovi, sia a chi è curioso di scoprire come il mondo romano interpretava il mistero, il sacro e l’ignoto.

Accompagnando il lettore fuori dai percorsi più battuti della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C., il volume è a metà tra il saggio divulgativo e la guida atipica: non c’è l’intento di stupire con rivelazioni sensazionalistiche, bensì piuttosto l’invito a osservare Pompei da un’angolazione diversa, mettendo in relazione archeologia, storia delle religioni, mitologia e cultura simbolica.

Il cuore del libro è il modo in cui i Romani di Pompei vivevano il rapporto con il divino e con il magico. Amuleti, formule protettive, simboli apotropaici e rituali iniziatici non erano elementi marginali, ma parte integrante della vita urbana. Dalle pratiche di divinazione ai riti legati agli spiriti dei defunti, dalle iscrizioni contro il malocchio ai segni di fertilità scolpiti sui muri, emerge un mondo in cui il sacro si manifestava ovunque, spesso in forme che oggi definiremmo esoteriche.

Piedimonte, giornalista e studioso di esoterismo, costruisce un itinerario fluido che attraversa case, templi, iscrizioni e affreschi, restituendo il senso di una città in cui il quotidiano e il trascendente convivevano senza fratture. Uno degli aspetti più interessanti è il racconto di Pompei come crocevia del Mediterraneo antico, attraversato da influenze orientali, greche ed egizie. In questo contesto trovano spazio i culti misterici, in particolare quelli legati a Dioniso, ma anche la presenza di divinità come Iside, venerata in un tempio che resta un unicum fuori dall’Egitto.

La narrazione si sofferma anche su reperti e luoghi meno noti al grande pubblico, come iscrizioni enigmatiche, simboli dalla struttura matematica perfetta o oggetti rituali legati a culti oggi poco conosciuti. Ogni tappa della “promenade”, come la definisce l’autore, è un invito ad approfondire, a collegare ciò che si vede con un orizzonte più ampio fatto di filosofia antica, tradizioni iniziatiche e miti fondativi.

Non manca uno sguardo sul modo in cui Pompei ha continuato a influenzare l’immaginario moderno. Il libro dedica spazio anche alla ricezione ottocentesca e novecentesca della città, dalle suggestioni letterarie nate attorno ai calchi delle vittime dell’eruzione fino al dialogo, talvolta sorprendente, tra pensiero filosofico e pratiche magiche nell’antichità.

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