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Una escort da rieducare e lo specchio dei rimpianti

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di Giorgio Bellocci Stefania Bivone, professione neo Miss Italia, e Terry De Nicolò, professione prostituta (d’alto bordo se… aiuta). Le abbiamo viste recentemente in tv in due contesti profondamente diversi, e ora le immagino in un racconto dell’antropologo Castaneda guardarsi prima negli occhi, e poi, singolarmente, allo specchio. Due facce profondamente diverse della stessa medaglia, vale a dire l’ossessione dell’apparire. Il riflesso nello specchio racconterà loro che se saranno sagge e fortunate potranno realizzarsi nella vita, specie nel campo degli affetti, laddove anche per la più “anziana” Terry, poco meno che trentenne, il tempo è sufficiente. Certo poi nello specchio si vedranno proiettate più in là negli anni, quando la bellezza sfiorirà repentinamente, e sarà il momento dei bilanci. E auspicabilmente non dei rimpianti…   Lontana dalle telecamere di Miss Italia , dopo la scialba diretta che ha riaperto la polemica tra Patrizia Mirigliani e la dirigenza RAI, la prima frase pronunciata dalla calabrese Stefania Bivone è stata: “Io non arriverò mai al successo vendendo il mio corpo”. Pochi giorni prima, venerdì nel corso de L’ultima parola su Raidue, Terry De Nicolò ha sparato una serie di perle riguardo a sesso e potere, facilmente recuperabili sul web (è uno degli hit degli ultimi mesi, intervento cliccatissimo). Nota bene: la nostra aveva registrato l’intervento, andato in onda tra una rissa e l’altra tra Alessandro Sallusti e Tonino Di Pietro, dunque trattasi di perle ponderate e non “espulse” di pancia nell’agone del talk. Un inciso: per un uomo è esercizio scivoloso addentrarsi in giudizi o anche solo considerazioni sulle ragazze coinvolte nelle intercettazioni del caso Tarantini. Perfino riguardo alle super miracolate tipo Nicole Minetti o Graziana Capone, detta “l’Angelina Jolie di Bari” e catapultata, dopo le notti di Arcore, nello staff della comunicazione di Silvio Berlusconi! Tema scivoloso perché trattasi in generale di ragazze molto carine.   Così il pennivendolo di turno (anche più snob e esperto del sottoscritto) può essere tacciato di malanimo verso il premier e in genere verso il mondo di “Giampi” Tarantini: taci tu che parli per invidia, quando mai potrai uscire con ragazze così belle?! E’ un mantra sentito tra i pasdaran berlusconiani, uno tra i tanti. E le ragazze del clan in coro, sia pugliesi, sia provenienti dall’Olgettina: taci tu, e rimani nel tuo mondo piccolo borghese dove puoi giusto invitare le ragazze all’accoppiata cinema+pizza (facendo i conti con gli aumenti, s’intende…).    Detto questo, non può passare senza giudizio, anche populista e demagogico (perché no?), quanto ha detto la De Nicolò a L’ultima parola . Solo qualche stralcio: “qualunque donna andrebbe a piedi dal premier, anzi di corsa. La bellezza è un valore, bisogna saperla vendere. Se sei racchia e fai schifo devi startene a casa”; “io non sopporto la morale di sinistra, secondo la quale dobbiamo stare tutti a casa e guadagnare duemila euro al mese”; “per noi Tarantini è un mito, uno che ha vissuto un giorno da leone, mentre gli altri vivono cento giorni da pecora”… Voglio correre il rischio di essere giudicato invidioso e perfino un po’ patetico moralista, ma a Terry voglio dire che una persona come lei andrebbe spedita nei campi di rieducazione della rivoluzione maoista se fossero ancora aperti. Per recuperarla, naturalmente. 

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