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Venezia 83, cinque italiani a caccia del Leone d’Oro

Venezia 83 - Locandina

Venezia 83 - Locandina

Cinque film italiani in corsa per il Leone d’Oro, il ritorno di Nanni Moretti al Lido dopo quasi quattro decenni, grandi autori internazionali e star come George Clooney, Penélope Cruz, Javier Bardem e Robert Pattinson, ma pochi kolossal hollywoodiani. È questa la fotografia della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido del capoluogo veneto dal 2 al 12 settembre: un’edizione – a detta del suo direttore, Alberto Barbera – capace di confermare il cinema «come straordinario strumento di conoscenza del reale».

A colpire è soprattutto il peso del cinema italiano nel concorso principale. Su venti film selezionati, ben cinque portano la firma di registi italiani: “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis, “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis, “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro e “L’estranea” di Paolo Strippoli. Una presenza che sembra descrivere un momento positivo della produzione nazionale, nonostante le fatiche che sempre la accompagnano, e che sarà rafforzata da numerosi altri titoli distribuiti nelle sezioni collaterali della manifestazione.

Il ritorno più atteso è quello di Nanni Moretti, che torna in concorso a Venezia trentasette anni dopo il mitico Palombella rossa, allora presentato come evento speciale non in concorso. Il suo nuovo film, “Succederà questa notte”, tratto ancora una volta da un’opera dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, vede nel cast Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, Elena Lietti e lo stesso regista.

Grande curiosità anche per “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro, nato dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Il film riunisce un cast internazionale con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon e rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’intera competizione.

A completare il quintetto italiano saranno Marco Bechis, che torna a raccontare l’Argentina con “Ritorno a Buenos Aires”, Edoardo De Angelis con “Il fuoco che ti porti dentro” e Paolo Strippoli con “L’estranea”, confermando una selezione che alterna autori affermati e registi appartenenti a generazioni diverse.

Sul fronte internazionale, il concorso mette insieme alcuni dei nomi più prestigiosi del cinema mondiale. Ad aprire la Mostra sarà “Ink” di Danny Boyle, mentre tra i candidati al Leone figurano Werner Herzog con “Bucking Fastard”, Hirokazu Kore-eda con “Look Back”, Lee Chang-dong con “Possible Love”, Casey Affleck con “Company” e Lance Oppenheim con “Primetime”, interpretato da Robert Pattinson, Martin McDonagh con “Wild Horse Nine”, Florian Zeller con “Bunker”, interpretato da Penélope Cruz e Javier Bardem, il giapponese Shinya Tsukamoto con “Mr. Nelson, Did You Kill People?”, il francese Stéphane Brizé con “Un bon petit soldat”, Nicolas Pariser con “Un peu avant minuit”, Cédric Kahn con “15/18 (A Place to Heal)”, il regista iraniano Ali Asgari con “Kami nour (A Bit of Light)”, l’ambizioso “DAU” di Ilya Khrzhanovsky.

Un’altra particolarità dell’edizione 2026 riguarda la presenza femminile nel concorso. Tra i venti film selezionati compare una sola regista, la danese-egiziana May el-Toukhy, in gara con “Woman Unknown”. Lo stesso Barbera ha definito il dato «il minimo storico degli ultimi anni», osservando come anche il numero di lungometraggi diretti da donne candidati alla selezione sia diminuito rispetto al passato.

Quanto ai temi, la Mostra sembra riflettere molte delle tensioni che attraversano il mondo contemporaneo. Guerre, migrazioni, crisi climatica, conflitti sociali e familiari attraversano gran parte della selezione, con film dedicati anche alla guerra a Gaza, all’Ucraina, al Medio Oriente, alle dittature e ai diritti civili, confermando la vocazione del festival a raccontare il presente attraverso linguaggi e sensibilità differenti.

Se i grandi autori non mancano, continua invece il momento difficile delle major statunitensi. A differenza di altre edizioni, Venezia dovrà fare a meno dei grandi blockbuster hollywoodiani: secondo Barbera molti titoli attesi non erano ancora pronti, come il nuovo film di David Fincher, quello di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise e il seguito di The Social Network firmato Aaron Sorkin.

Tra gli appuntamenti fuori concorso più attesi spicca Oasis: Don’t Look Back In Anger, il documentario diretto da Dylan Southern e Will Lovelace che racconta la reunion di Liam e Noel Gallagher. Presentato in anteprima mondiale proprio al Lido, il film segue il tour mondiale Oasis Live ’25 con immagini esclusive delle prove, del backstage e del palco, oltre alle prime interviste congiunte dei due fratelli dopo oltre vent’anni. Dopo il passaggio veneziano arriverà nelle sale italiane il 10 settembre e successivamente sarà distribuito su Disney+ entro la fine dell’anno.

A completare il parterre delle star ci saranno i Leoni d’oro alla carriera George Clooney ed Ellen Burstyn; Russell Crowe, che presenterà il suo progetto musicale e autobiografico “What Love Builds” e i già citati Penélope Cruz e Javier Bardem. Anche senza i grandi titoli hollywoodiani, Venezia punta dunque ancora una volta sulla forza del cinema d’autore e su un concorso che promette di essere uno dei più ricchi e internazionali degli ultimi anni.

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