Torna a casa un rarissimo capolavoro del Rinascimento. L’Ecce Homo di Antonello da Messina è stato acquistato dal governo italiano per 14,9 milioni di dollari, una cifra appena sotto la stima massima iniziale. Il piccolo pannello bifronte – con l’Ecce Homo da un lato e San Girolamo penitente dall’altro – è stato ritirato all’ultimo momento dalla vendita pubblica di un’asta di Sotheby’s, visto il “forte interesse” manifestato dall’Italia, ed è stato comprato dal Ministero della Cultura tramite la Direzione generale Musei
Si tratta di un’acquisizione rilevante: delle opere di Antonello Da Messina ne e questo esemplare, databile intorno al 1460, era probabilmente l’ultimo ancora in collezione privata. È anche il primo di una serie di Ecce Homo dipinti dall’artista, con altre versioni oggi conservate in musei internazionali e italiani.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito l’operazione “un unicum nel panorama del Quattrocento italiano”. L’opera sarà esposta inizialmente a L’Aquila, Capitale della Cultura 2026, nell’ambito di una grande mostra al Forte Spagnolo. Subito dopo il capolavoro sarà in tour nelle principali città d’arte italiane, tra cui Messina, Firenze e Roma.
A margine della notizia, Telepress ha chiesto al Ministero di poter parlare con i responsabili degli acquisti delle opere d’arte. La risposta ufficiale è stata lapidaria: «Non sono in programma interviste sul tema». In alternativa è stato trasmesso un comunicato con una dichiarazione del ministro.
Restano così senza risposta alcune domande chiave poste dall’agenzia:
– Da quanto tempo il Ministero lavorava a questa acquisizione?
– Quanti sono i fondi a disposizione per questo genere di acquisti e chi decide a quali opere destinarli?
– Se l’Ecce Homo è un “punto fondamentale” di una strategia più ampia, quali sono le prossime opere che il Ministero punta a riportare in Italia?
Dunque, se da un lato si gioisce per l’acquisizione da parte del patrimonio pubblico italiano, resta aperto più di un interrogativo su tempi, criteri e risorse dell’acquisto. Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza.

