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13 Novembre 2023 | Attualità

2024, per l’Italia sarà l’anno del turismo delle radici

Una nuova proposta turistica, con il coinvolgimento di borghi e piccoli Comuni, costruita per invitare gli italiani all’estero e i loro discendenti a risalire alle origini.

Dimmi che origini hai e ti dirò chi sei. Stimolando il desiderio degli italiani emigrati all’estero e dei loro discendenti di riscoprire il proprio passato, l’Italia proclama il 2024 come anno del “turismo delle radici”.

L’iniziativa nasce da un percorso avviato alcuni anni fa dalla direzione generale per gli italiani all’estero del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, con Enit e associazioni Raiz Italiana e Asmef (associazione mezzogiorno futuro). Attraverso questa collaborazione sono stati realizzati una serie di progetti di ricerca, formazione, individuazione e promozione dei principali attrattori turistici che si rivolgono ai nostri connazionali emigrati nel mondo. 

A chi si rivolge il progetto “turismo delle radici

L’obiettivo del progetto “turismo delle radici” è consentire di scoprire i piccoli borghi e le aree rurali all’origine del fenomeno migratorio italiano, costruendo un’offerta turistica dedicata, autentica e locale. Al centro, la bellezza, la cultura e le tradizioni secolari dei borghi da cui sono partiti gli avi di chi oggi risiede oltre i confini nazionali. Una comunità che, secondo una recente ricerca di Confcommercio e Swg su 8 paesi, è formata da circa 60 milioni di persone e potrebbe generare una spesa annua in Italia di circa 8 miliardi di euro.

Il ruolo dei Comuni e il PNRR

Al tema del turismo delle radici è collegato uno specifico progetto del PNRR che rappresenta una grande opportunità per i piccoli Comuni d’Italia, con meno di 5-6 mila abitanti. A queste realtà nelle regioni Lazio, Marche, Toscana e Umbria il progetto è stato presentato a fine ottobre 2023 dal vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. 

Quello di oggi è il primo di una serie di incontri che organizzeremo alla Farnesina per condividere e approfondire, insieme alle realtà locali, la preparazione delle iniziative per il 2024, anno delle radici italiane nel mondo” – ha dichiarato Tajani. “Come ho detto pochi giorni fa all’Assemblea ANCI di Genova, i Comuni sono una priorità dell’azione di governo, anche per promuovere le eccellenze dei territori e il saper fare italiano. Vogliamo mettere a sistema la loro vitalità con la nostra strategia di diplomazia della crescita”.

Ad oggi, 850 Comuni sotto i 6 mila abitanti e circa 300 sopra i 6 mila abitanti hanno aderito al programma.

L’iniziativa “I diari raccontano”

Correlata al turismo delle radici è la valorizzazione del ruolo della memoria. Per questo la direzione generale degli Italiani all’Estero e delle Politiche Migratorie della Farnesina ha finanziato il progetto “Italiani all’estero, i diari raccontano” che consiste in una selezione delle parti più significative delle testimonianze raccolte nel fondo catalogato con il soggetto “emigrazione” presso la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. Duecento storie di vita scelte tra più di mille presenti nel fondo, dalle quali sono state estrapolate e digitalizzate alcune pagine. Ognuna si è trasformata in un racconto, pubblicato nel sito https://www.idiariraccontano.org/, che diventa perciò una preziosa fonte di consultazione per i turisti delle radici.

Di Valentina Colombo.

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