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5 Maggio 2023 | Ambiente, Innovazione

Un batterio amico che ripulisce l’aria assorbendo CO2

Grazie al progetto internazionale Two Frontiers sono stati ritrovati sull’Isola di Vulcano batteri che riescono ad assorbire molto velocemente CO2 presente nell’ambiente.

La riduzione delle emissioni di CO2 è uno degli obiettivi europei per contrastare il cambiamento climatico. Le emissioni di gas serra dovranno essere abbassate di almeno il 55% entro il 2030.

Un progetto internazionale ci svela che da questo mese abbiamo un alleato per questo obiettivo ambizioso e necessari. Di cosa si tratta?

Si è infatti scoperto che nelle sorgenti termali vulcaniche sottomarine intorno all’isola italiana di Vulcano sono presenti dei batteri divoratori di CO2, che riescono ad assorbire questo gas ad una velocità incredibile, molto maggiore degli altri batteri dotati di questa capacità finora conosciuti. È una scoperta recente riportata dal  giornale britannico The Guardian e sviluppata da un gruppo di ricercatori del progetto interazione Two Frontiers al quale prendono parte diversi scienziati italiani.

Questa rilevazione sull’isola di Vulcano apre le porte a nuove applicazioni per la rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera, un passaggio ormai ritenuto da molti esperti necessario per affrontare la crisi climatica.

Il nuovo microrganismo fa parte dei cosiddetti cianobatteri, a volte chiamati impropriamente anche alghe azzurre o alghe verdi-azzurre: si tratta di organismi fotosintetici, che sono quindi in grado di effettuare la fotosintesi, sottraendo anidride carbonica all’ambiente. La peculiarità di questi nuovi trovati è che lo fanno a una velocità nettamente superiore a quella di tutti gli altri parenti già noti. Questa caratteristica può portare a un utilizzo specifico per esempio potrebbero essere allevati in stagni realizzati appositamente per catturare gas serra come la CO2 ed immagazzinarli al loro interno.

Le nuove alghe non sono tuttavia solo super veloci nell’assorbimento di Co2 ma hanno anche un’altra proprietà molto significativa, ovvero affonda nell’acqua, fattore che potrebbe aiutare a raccogliere la CO2 che assorbe.

Le analisi di questo nuovo batterio e i possibili utilizzi sono ancora da valutare e perfezionare.

I ricercatori guidati da Braden Tierney, delle università americane Cornell e Harvard Medical School, hanno compiuto una spedizione all’isola di Vulcano a settembre 2022: il team di sommozzatori ha raccolto campioni nella baia di Levante, le cui acque sono caratterizzate da un’elevata quantità di anidride carbonica disciolta e da un pH molto basso, a causa delle infiltrazioni di origine vulcanica. Proprio dai laboratori della famosa università bostoniana (Harvard Medical School) gli esperti hanno inviato un campione di questi cianobatteri: oltreoceano hanno confermato che i microbi eolici crescevano molto più velocemente dei loro simili.

E plausibile che non sia un caso che il rinvenimento di questo particolare microbo abbia avuto luogo nei dintorni di un vulcano circondato dall’acqua. L’attività vulcanica infatti produce, tra gli altri gas, anche enormi quantità di anidride carbonica: in base a uno studio dell’Unione Geofisica Americana, la mole di CO2 emessa dai vulcani in un anno oscilla tra le 100 e le 500 milioni di tonnellate.

I risultati di questa spedizione e di un’altra avvenuta a febbraio di quest’anno alle sorgenti termali presenti nelle Montagne Rocciose del Colorado, dove la presenza di CO2 è molto più alta, saranno poi messi a disposizione e condivisi con l’intera comunità scientifica.

di Sara Giudice

Isola di Vulcano

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