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1 Febbraio 2024 | Innovazione

In arrivo una IA Made in Italy, si chiama “Modello Italia”

Sarà disponibile al pubblico entro l’estate “Modello Italia”, un’intelligenza artificiale tricolore ideata da una startup italiana e il consorzio dei centri di ricerca italiani. Modello Italia è una IA generativa in grado di creare contenuti capaci di rispettare le prerogative della lingua e della cultura italiane e che proverà a posizionarsi come alternativa ai colossi […]
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Sarà disponibile al pubblico entro l’estate “Modello Italia”, un’intelligenza artificiale tricolore ideata da una startup italiana e il consorzio dei centri di ricerca italiani.

Modello Italia è una IA generativa in grado di creare contenuti capaci di rispettare le prerogative della lingua e della cultura italiane e che proverà a posizionarsi come alternativa ai colossi americani e cinesi del settore.

L’AI italiana è prodotta da iGenius, azienda italiana che dal 2016 si occupa di Ai generative, in collaborazione con Cineca, il consorzio a cui aderiscono 118 enti pubblici, compresi due ministeri e 70 università  italiane. Il progetto si propone per portare sul mercato un prodotto sicuro, rispettoso della privacy e dei dati degli utenti, in grado di aiutare aziende e pubblica amministrazione a sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale nei settori più disparati. Il tutto basandosi su un modello linguistico di grandi dimensioni, interamente allenato su un set di dati di lingua italiana, rigoroso nelle risposte nel rispetto della lingua, della cultura e della tradizione italiane.

L’addestramento di questa nuova IA è fatto su “trilioni di token”, ovvero i tasselli di discorso, di senso, che costituiscono la base delle risposte che dà l’intelligenza artificiale. Sono presi da testi italiani e fonti come Wikipedia. Un modello quindi uguale nelle dimensioni e nella struttura alle altre AI già sul mercato, ma diverso nell’imprinting culturale rispetto ai modelli fino a ora conosciuti.

Uljan Sharka, amministratore delegato di iGenius, spiega: “Oggi i modelli linguistici principali sono addestrati su lingua inglese. E quindi si portano dietro i bias (pregiudizi) culturali della lingua inglese. Quando raggiungeranno il grandissimo pubblico e saranno usati quotidianamente da miliardi di persone diffonderanno quei bias. E questo crediamo che possa creare un problema”.

 

di Serena Campione

 

 

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