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9 Marzo 2026 | Ambiente, Attualità

Ancora 13 città italiane con lo smog sopra la soglia

Secondo il rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, nel 2025 i dati sull’inquinamento nei capoluoghi italiani sono migliorati, ma restano criticità rilevanti in vista dei nuovi limiti europei al 2030.

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Nel 2025 sono stati 13 i capoluoghi di provincia italiani che hanno superato il limite giornaliero di PM10: 50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni l’anno. Il dato è in calo rispetto ai 25 del 2024, ai 18 del 2023 e ai 29 del 2022 ed è uno dei risultati più positivi degli ultimi anni, secondo il rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, basato sulle concentrazioni di NO2, PM2.5 e PM10 (sempre in microgrammi per metro cubo) rilevate dalle centraline urbane delle Aziende Regionali per la Protezione Ambientale – Arpa.

La situazione più critica è quella registrata a Palermo, con 89 giorni oltre il limite nella centralina di Belgio. Seguono Milano (66 sforamenti), Napoli (64) e Ragusa (61). Sotto quota 60 si collocano Frosinone (55), Lodi e Monza (48), Cremona e Verona (44), Modena (40), Torino (39), Rovigo (37) e Venezia (36). Negli altri capoluoghi monitorati non si registrano superamenti oltre i limiti di legge. Nessuna città ha superato invece i valori annuali attualmente vigenti per PM10, PM2.5 e biossido di azoto.

Lo scenario cambia proiettandosi al 2030, quando entreranno in vigore i nuovi limiti europei: 20 µg/m³ per PM10, 10 µg/m³ per PM2.5 e 20 µg/m³ per NO2. Applicando già oggi questi parametri, il 53% dei capoluoghi (55 su 103) risulterebbe fuori norma per il PM10, il 73% (68 su 93) per il PM2.5 e il 38% (40 su 105) per l’NO2.

Il rapporto segnala inoltre una nuova procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC 2016, che si aggiunge alle tre già aperte per il superamento dei limiti fissati dalla Direttiva Quadro Aria.

L’analisi dei dati di PM10 dal 2011 al 2025 evidenzia una diminuzione delle concentrazioni, ma con ritmi ritenuti insufficienti. Delle 89 città analizzate, 49 nel 2025 hanno superato il futuro limite di 20 µg/m³. Di queste, 33 rischiano di non centrare l’obiettivo al 2030 mantenendo l’attuale tendenza: tra i casi indicati Cremona (stimata a 27 µg/m³), Lodi (25), Verona (27), Cagliari (26), oltre a Napoli, Modena, Milano, Pavia, Torino, Vicenza, Palermo e Ragusa (oggi a 28 µg/m³), che potrebbero restare tra 23 e 27 µg/m³.

Secondo Legambiente, i risultati del 2025 sono stati influenzati anche da condizioni meteorologiche favorevoli e dal miglioramento tecnologico, più che da politiche strutturali pienamente efficaci. Il bacino padano si conferma tra le aree più critiche d’Europa. Il rapporto evidenzia come l’inquinamento interessi sempre più centri medio-piccoli e aree rurali, anche in relazione alle emissioni legate agli allevamenti intensivi.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.