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13 Marzo 2026 | Attualità

A Genova il Serial Killer Museum, viaggio nelle menti criminali

Un percorso tra i lati più oscuri della storia criminale. Dal 7 marzo Genova ospita il Serial Killer Museum, uno spazio espositivo dedicato alla criminologia e alle figure più note del cosiddetto true crime. 

Genova Serial Killer Museum - Casi italiani - sito internet

Dal 7 marzo anche Genova ospita il suo Serial Killer Museum, uno spazio espositivo dedicato alla criminologia e alle figure più note del cosiddetto true crime. Si tratta della terza sede italiana del progetto avviato una ventina di anni fa da Filippo Terzani e Luca Pianesi: la prima è stata Firenze, la seconda sede Torino – aperta sei mesi fa e già molto apprezzata. Quella nel capoluogo ligure viene presentata come la struttura più grande del genere in Italia.

Il visitatore attraversa sedici sezioni tematiche che ricostruiscono alcuni dei casi più celebri della storia criminale, attraverso installazioni multimediali, ricostruzioni scenografiche e statue in cera. A guidare il percorso è una audioguida in tre lingue (italiano, inglese e spagnolo) con la voce di Giancarlo De Angeli, storica voce del programma televisivo Lucignolo. L’esperienza dura circa 45 minuti e si sviluppa come un viaggio nella psicologia dei criminali seriali e nelle teorie criminologiche che hanno tentato di spiegarne il comportamento.

L’obiettivo dichiarato dai curatori non è spettacolarizzare il crimine, ma offrire strumenti per comprenderne le radici. Il percorso attraversa epoche diverse, dal Medioevo fino ai casi più contemporanei, con riferimenti anche agli studi di Cesare Lombroso e agli strumenti di analisi utilizzati dalla criminologia moderna. Alcune sezioni affrontano inoltre il tema delle pene capitali negli Stati Uniti nel Novecento, dalla sedia elettrica all’iniezione letale.

Tra i protagonisti della mostra compaiono alcune delle figure più note della cronaca nera mondiale. Il visitatore incontra i profili e le storie di assassini seriali come Jeffrey Dahmer, soprannominato il “mostro di Milwaukee”, John Wayne Gacy, noto come il “killer clown”, Edward Gein, Albert Fish e il russo Andrei Chikatilo, il “mostro di Rostov”. Accanto alle ricostruzioni delle loro vicende vengono presentati materiali narrativi e scenografici che ricostruiscono contesti, indagini e dinamiche dei crimini.

Uno spazio specifico è dedicato ai casi italiani che hanno segnato la cronaca giudiziaria del Paese. Tra questi: Leonarda Cianciulli, la “saponificatrice di Correggio”, responsabile negli anni Quaranta di tre omicidi trasformati in un macabro rituale domestico; Donato Bilancia, autore di una serie di omicidi tra il 1997 e il 1998 tra Liguria e Piemonte. La sua storia viene analizzata soprattutto per l’escalation della violenza e per il profilo psicologico che gli investigatori tentarono di ricostruire durante le indagini.

Il Serial Killer Museum di Genova si trova in via Ceccardo Roccatagliata Ceccardi 14/r, nel centro della città. Il museo è visitabile tutti i giorni, dalle 10.30 alle 18.30, con percorso guidato tramite audioguida. L’esposizione si propone come un itinerario che unisce cronaca, psicologia e cultura pop, raccontando come il fenomeno dei serial killer abbia influenzato non solo la criminologia, ma anche cinema, televisione e immaginario collettivo. Un percorso che mette il visitatore di fronte a una domanda inquietante: cosa trasforma una persona in un assassino seriale? E quanto di quel lato oscuro appartiene, in forme diverse, alla natura umana?

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.