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30 Marzo 2026 | Attualità, Economia

OnlyFans, anche in Italia crescono i ricavi (e i controlli del Fisco)

Un’inchiesta di Repubblica mette in fila i numeri di un settore sempre meno gig economy e sempre più stabile. E proprio per questo si intensificano i controlli della Guardia di Finanza

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Vanno bene l’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica e gli algoritmi predittivi, ma l’economia digitale sembra funzionare in modo particolarmente efficace quando si combina alle più antiche leve dello spirito umano: desiderio e passione. È su questi elementi che si regge il successo di OnlyFans, piattaforma di contenuti a pagamento che ha trasformato l’intrattenimento per adulti in un modello economico strutturato.

Secondo il bilancio depositato nel Regno Unito dalla società madre Fenix International Ltd, nel 2024 OnlyFans ha registrato 1,4 miliardi di dollari di ricavi annuali, con una struttura aziendale estremamente snella di appena 46 dipendenti. Il dato, rapportato alla forza lavoro, colloca la piattaforma tra le realtà più efficienti al mondo per fatturato pro capite.

Soprattutto, però, è il volume complessivo generato dagli utenti a restituire la scala del fenomeno. Nel 2024, i creator attivi a livello globale erano circa 4,6 milioni, mentre gli utenti registrati avevano raggiunto quota 377 milioni. Nello stesso anno, la spesa complessiva sulla piattaforma ha toccato i 7,2 miliardi di dollari (fonte: dati societari Fenix/OnlyFans riportati da La Repubblica). Di questa cifra, il 20% è rimasto alla piattaforma, mentre l’80% è stato distribuito ai creator, alimentando una filiera economica sempre più articolata che coinvolge produzione video, marketing, gestione social e consulenza fiscale.

A questi dati si affiancano stime di mercato che confermano il trend di crescita. Secondo analisi diffuse da società di ricerca come Statista, il valore lordo delle transazioni di OnlyFans è passato da circa 2 miliardi di dollari nel 2020 a oltre 6,6 miliardi nel 2023, evidenziando una crescita esponenziale nel giro di pochissimi anni.

In questo scenario globale, anche l’Italia si ritaglia uno spazio rilevante, come fotografa un’analisi pubblicata da La Repubblica firmata da Flavio Bini. I numeri e le dinamiche parlano di un soggetto economico in piena espansione: non esistono dati ufficiali per Paese, ma secondo le stime del motore di ricerca indipendente OnlyGuider i creator italiani sarebbero circa 85 mila, con un volume complessivo di ricavi generati pari a 110,5 milioni di dollari. Numeri che collocano il nostro Paese intorno al decimo posto a livello mondiale per dimensione del mercato.

Un quadro più dettagliato arriva dai dati elaborati da Fiscozen per Affari & Finanza, che ha analizzato un campione di oltre 250 creator italiani. Nel 2025 il fatturato medio si attesta a 24.567 euro, in calo rispetto ai 27.335 euro del 2024 e ai 28.666 del 2023. La distribuzione dei redditi mostra una forte concentrazione nella fascia bassa: il 62% guadagna meno di 25 mila euro annui, mentre solo lo 0,8% supera gli 85 mila euro. La fascia intermedia, tra 25 e 50 mila euro, rappresenta il 23,2% del totale, mentre il 12% si colloca tra 50 e 85 mila euro.

Secondo gli esperti di Fiscozen interpellati da Repubblica nella maggior parte dei casi il reddito di OF si aggiunge a un reddito stabile e lo va ad arrotondare. Se poi i ricavi crescono, nulla vieta che possano invertirsi i ruoli. Dunque, OnlyFans non è più una nicchia, bensì un segmento stabile dell’economia digitale: un ecosistema in cui convivono micro-entrate e guadagni milionari, lavoro autonomo e strutture societarie, esposizione pubblica e gestione imprenditoriale.

Ed è proprio questa trasformazione — da attività marginale a fonte di reddito tracciabile — che ha attirato anche l’attenzione del fisco italiano. Negli ultimi mesi, la Guardia di Finanza ha avviato una serie di operazioni mirate proprio sui creator attivi su OnlyFans e piattaforme analoghe. Il caso più rilevante è quello emerso a Pisa a fine gennaio, quando le Fiamme Gialle hanno individuato due influencer attive su OnlyFans che avevano occultato al Fisco circa 800 mila euro complessivi. Analoga operazione qualche giorno prima a Lodi, dove due creator avevano incassato oltre 250 mila euro tra abbonamenti e donazioni ricevute dai follower, sempre senza dichiararli al fisco. Ovviamente in casi come questi non viene corrisposta l’iva l’Irpef, né tantomeno la cosiddetta “tassa etica” del 25% prevista per i contenuti pornografici.

OnlyFans non è più una zona grigia del web, ma un segmento riconosciuto dell’economia. Con milioni di euro in gioco, una platea sempre più ampia di lavoratori digitali e, inevitabilmente, un livello crescente di controllo fiscale.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.