Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

3 Aprile 2026 | Attualità

A San Severo (Foggia) un’edicola abbandonata diventa il teatro più piccolo del mondo

Sei spettatori, quindici minuti, zero distanza: la compagnia Foyer ’97 trasforma un chiosco dismesso di via Tondi in un palcoscenico che abolisce ogni confine tra scena e platea. Una saracinesca rimasta abbassata per sei anni si è rialzata in via Matteo Tondi, a San Severo, provincia di Foggia. Dietro non c’erano più giornali, riviste o figurine: ora è comparso un palcoscenico.
La compagnia teatrale Foyer ’97, storica realtà sanseverese guidata dal direttore artistico Francesco Gravino, ha trasformato una vecchia edicola in disuso nel “Teatro Edicola”, ribattezzato il teatro più piccolo del mondo. L’inaugurazione è avvenuta in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, dal 27 al 29 marzo 2026, con un ciclo di brevi performance che hanno attirato l’attenzione di media locali e nazionali. La compagnia comunicherà nei prossimi giorni le date delle ulteriori rappresentazioni.
Il formato è essenziale nella sua radicalità: sei spettatori per replica, una ogni quindici minuti, seduti a meno di un metro dagli attori. Lo spazio è composto da pochi metri quadrati ricavati da due settimane di lavori ed elimina ogni separazione tra chi recita e chi ascolta. La platea tradizionale scompare. Il velluto rosso non serve. Restano i corpi, le voci, le emozioni.
La rassegna ha proposto monologhi affidati a quattordici interpreti. L’ingresso è gratuito, con la possibilità di lasciare un contributo volontario al termine della rappresentazione. Il proprietario dell’edicola, Pino Frau, ha concesso lo spazio senza chiedere nulla in cambio. Un gesto che ha reso possibile l’intera operazione e che racconta, da solo, quanto un progetto culturale possa funzionare anche fuori dalla logica del finanziamento istituzionale, quando incontra la disponibilità spontanea di chi possiede un bene inutilizzato.
San Severo, città che raramente compare nelle cronache culturali nazionali, si ritrova al centro di una narrazione che parla di rigenerazione urbana, creatività a costo quasi zero e capacità di trasformare l’abbandono in opportunità. L’edicola chiusa è simbolo diffuso del declino dell’editoria su carta e dell’impoverimento degli spazi pubblici ma può diventare la dimostrazione che un luogo non muore finché qualcuno è capace di immaginarne un uso diverso.
Di <a href="https://www.telepress.news/author/serena-campione/" target="_self">Serena Campione</a>

Di Serena Campione

Scrivo per Telepress dal 2021 e mi occupo di attualità, sociale e sostenibilità, enogastronomia ed eventi (spesso collegati alla mia regione di origine, ma non solo!) Pugliese di nascita, milanese di adozione da quattro anni. Dopo la laurea in comunicazione e il Master in Digital Communication alla 24Ore Business School entro nel mondo delle PR e media relations, seguendo aziende ed enti in svariati settori, tra cui: sociale, sostenibilità, food e tecnologia.