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7 Giugno 2026 | Attualità, Eventi

A Spoleto e Montaquila una bruschetta e una maxi-frittata da record

Nella città umbra, la bruschetta di 195 metri è entrata nel Guinness World Record mentre in Molise per una frittata sono state utilizzate 2.001 uova superando il primato degli anni precedenti.

In Italia, ogni tanto, la cucina smette di essere solo “buona” e diventa un evento collettivo, capace di trasformare un gesto semplice in un record mondiale. È successo con due iniziative che hanno messo al centro la stessa idea, la convivialità, declinandola in modo diverso tra Umbria e Molise. 

Da una parte Spoleto, con la bruschetta più lunga del mondo, 195 metri, sul Ponte delle Torri, uno dei luoghi simbolo della città che per l’occasione è stato trasformato in una lunga tavola sospesa. L’iniziativa, organizzata nell’ambito dello Zefferino d’Oro, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale del Guinness World Record. Per comporre la preparazione sono state impiegate 2.003 fette di pane umbro tostato, per circa 60 chili, condite con olio extravergine. A rendere l’operazione ancora più “da protocollo” è stato il controllo dei giudici incaricati della certificazione, con verifiche basate anche sui requisiti del regolamento internazionale, come la lunghezza minima di ogni fetta. L’evento ha riunito nel centro storico produttori, frantoiani e cittadini, richiamando il valore culturale dell’Evo nella dieta mediterranea. Terminata la preparazione, la bruschetta è stata distribuita gratuitamente al pubblico presente lungo il ponte: il record, quindi, non resta confinato all’allestimento, ma diventa assaggio condiviso e convivialità.

Dall’altra parte Montaquila, in Molise, per il 43° anno consecutivo (Covid a parte) ha rinnovato la tradizione della maxi-frittata, arrivando quest’anno a 2.001 uova e superando il precedente primato stabilito nel 2025 di 1.985. L’evento viene organizzato dall’associazione Montis Aquilis e, dopo il traguardo raggiunto, gli ideatori non escludono l’iscrizione al Guinness World Records per portare “Sua Maestà la frittata” fuori dai confini regionali. Anche in questo caso, il cuore della storia sta negli ingredienti e nel territorio: all’interno della maxi-frittata ci sono prosciutto crudo super stagionato (9 chili), salsiccia secca (7 chili), pancetta (6 chili), oltre a cipolla, prezzemolo, code d’aglio e olio d’oliva. E poi l’ingrediente segreto, una sorta di “firma” dal nome ‘nptella, simile a una mentuccia selvatica ma dal sapore diverso, che cresce solo nelle aree di appartenenza. Dietro il numero delle uova c’è soprattutto il lavoro di squadra: cinque cuochi preparano tutto all’aperto, in tempi che raccontano la complessità della tradizione. Circa un’ora per rompere le uova e metterle nel paiolo, poi almeno 6 ore di cottura per una frittata alta circa 35 centimetri. Una volta pronta, la preparazione viene portata su un carro e tagliata sul palco con un coltello apposito: in due ore la frittata è terminata e degustata con pane locale preparato per l’occasione.

Mettendo insieme queste due storie, emerge un filo comune: i record non sono solo numeri, ma strumenti per valorizzare identità e filiere.

Fonti foto: Facebook Visit Molise e Facebook UmbriaOn

Di <a href="https://www.telepress.news/author/antonietta-vitagliano/" target="_self">Antonietta Vitagliano</a>

Di Antonietta Vitagliano

Dal 2021 scrivo per Telepress e mi occupo di temi legati all’attualità, food, ambiente, cultura, eventi. Campana di nascita, dopo la laurea in comunicazione all’Università di Perugia mi trasferisco a Milano e inizio a lavorare come addetta stampa per aziende di vari settori: salute, food, energia, tecnologia, assicurazione, marketing.