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25 Luglio 2026 | Ambiente, Attualità

L’Italia delle Spighe Verdi, in testa il Piemonte

Assegnata la certificazione di sostenibilità a 97 comuni che vedono in testa il Piemonte, seguito dalla Calabria e dalle Marche. Per l’undicesima edizione, sono stati registrati dieci nuovi ingressi.

Sono quasi cento in 15 regioni italiane le comunità rurali che hanno ottenuto quest’anno la certificazione di sostenibilità della Fondazione per l’Educazione Ambientale Italia (FEE-Foundation for Environmental Education). Rispetto al 2025, si contano dieci nuovi ingressi e tre uscite. Questi i dati salienti dell’undicesima edizione del programma Spighe Verdi.

Il programma Spighe Verdi

L’iniziativa è nata ufficialmente nel 2015, in collaborazione con Confagricoltura,  per “tradurre la sostenibilità in scelte amministrative quotidiane, dalla gestione del territorio alla tutela del paesaggio, dalla qualità dell’agricoltura alla promozione delle tradizioni e delle produzioni delle comunità locali”, come ha affermato il Presidente di FEE Italia, Claudio Mazza. “Il programma Spighe Verdi – ha aggiunto il Presidente Mazza – è un investimento sul futuro delle comunità rurali italiane, sulla loro capacità di essere competitive custodendo la propria identità e le tradizioni, coniugando sviluppo economico e tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale in modo duraturo ed efficace, consapevoli che la sostenibilità è un fattore strategico anche per lo sviluppo turistico dei territori”. Un percorso virtuoso e circolare, che coinvolge amministrazioni comunali, cittadini, operatori economici e turisti.

Il Ministero del Turismo è partner di FEE Italia per il programma Spighe Verdi e nella commissione di valutazione delle candidature, insieme al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, all’Ispra, al Cnr e ai Carabinieri, oltre a Confagricoltura.

I risultati

La Regione Piemonte si conferma capofila dei 97 comuni rurali, con ben 22 Spighe Verdi: Acqui Terme, Alba, Barolo, Barone Canavese, Bra, Caluso, Candia Canavese, Canelli, Carignano, Centallo, Cherasco, Chiusa di Pesio, Farigliano, Gamalero, Gavi, Guarene, Monforte d’Alba, Narzole, Poirino, Pralormo, Santo Stefano Belbo e Volpedo.

Al secondo posto si trova, quest’anno, la Calabria, con 11 Comuni Spighe Verdi: Belcastro, Cariati, Crosia, Miglierina, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia Marina, Trebisacce e Villapiana, oltre ad un nuovo ingresso: Locri.

Al terzo posto, pari merito, le Marche, con 9 località confermate: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano, Montelupone, Numana, Senigallia e Sirolo, e la Campania: Agropoli, Ascea, Capaccio-Paestum, Foiano di Val Fortore, Massa Lubrense, Monteforte Cilento, Positano, e due nuovi ingressi: Conca della Campania e Moio della Civitella.

Seguono al quarto posto, pari merito con 8 Comuni Spighe Verdi, l’Umbria e la Puglia. In quinta posizione, con 7 Comuni il Lazio con una novità (Morro Reatino) e il rientro di Pontinia.

La Toscana si aggiudica 6 Spighe Verdi, perdendo Castellina in Chianti e Massa Marittima. Infine, la Liguria è in classifica con 4 Comuni confermati. Hanno 3 località con la “certificazione verde”: l’Abruzzo e la Sicilia. In penultima posizione, la Lombardia e la Basilicata. Parma resta la regina delle “Spighe Verdi” in Emilia-Romagna.

Criteri di assegnazione delle Spighe Verdi

Tra i criteri che hanno guidato il punteggio, i principali sono l’educazione allo sviluppo sostenibile, il corretto uso del suolo, la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura, l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata. Inoltre, la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio, la cura dell’arredo urbano, la qualità dell’offerta turistica e l’accessibilità per tutti. Per la sezione Turismo, sono stati presi in considerazione la diversità dell’offerta turistica, la pressione dei flussi, l’utilizzo dei prodotti tipici locali da parte delle strutture ricettive e ristorative, la presenza di aree attrezzate.

L’identikit del turista green

Durante la cerimonia di premiazione delle comunità rurali, la responsabile del coordinamento dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di ISNART-Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, Antonella Fiorelli, ha presentato alcuni dati aggiornati sul turismo in Italia, con un focus sul turismo rurale, tracciando “l’identikit” del turista green. In prevalenza, appartiene alla cosiddetta “generazione X” (tra i 46 e i 61 anni), con un alto grado di istruzione (diplomati e laureati per oltre il 90%), con un lavoro, status economico medio-alto, e viaggia per lo più in coppia o in famiglia.

Sono stati delineati anche i motivi per cui i turisti stranieri scelgono il Bel Paese: al primo posto la cultura e i beni culturali, al secondo posto la natura e le bellezze paesaggistiche, al terzo l’enogastronomia, e al quarto, come new entry, i luoghi poco conosciuti e mai visitati.

La mappa delle Spighe Verdi 2026 in Italia è disponibile qui.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/valentina-colombo/" target="_self">Valentina Colombo</a>

Di Valentina Colombo

Sono una giornalista e scrivo per Telepress principalmente su temi legati all’attualità, all’ambiente, al food e alla disinformazione. Come è facilmente intuibile dal mio cognome, sono nata e cresciuta a Milano dove tuttora risiedo. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università Iulm è cominciato un po’ di anni fa il mio percorso nel mondo dei media, del giornalismo e dell’ufficio stampa. E la mia storia d’amore con la scrittura e la comunicazione continua e resiste al tempo.