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8 Settembre 2026 | Innovazione

Robot calciatori, il team della Sapienza argento a Pechino

La squadra italiana è stata l’unica formazione non cinese a raggiungere le semifinali degli World Humanoid Robot Games

Robot Calciatore AI Generated

L’Italia del calcio torna a far parlare di sé e torna da Pechino con una medaglia d’argento. Solo che, questa volta, in campo non c’erano calciatori in carne e ossa, ma robot umanoidi capaci di vedere il pallone, muoversi, scegliere lo schema e coordinarsi con i compagni senza ricevere istruzioni dal mister. A conquistare il secondo posto ai World Humanoid Robot Games 2026, disputati nella capitale cinese dal 22 al 26 agosto, è stato SPQR, il team della Sapienza Università di Roma. La squadra italiana è arrivata fino alla finale del torneo di calcio 5 contro 5, unica formazione non cinese capace di raggiungere le semifinali.

Nell’ultimo incontro ha dovuto arrendersi, con un netto 10-1, ai padroni di casa di Tsinghua Hephaestus, formazione della prestigiosa Tsinghua University e autentica corazzata del calcio robotico: campione dei World Humanoid Robot Games già nel 2025 e vincitrice, lo scorso luglio, anche della Large Division della RoboCup 2026.

Il risultato italiano assume un peso particolare, viste le dimensioni della manifestazione cinese. La seconda edizione dei World Humanoid Robot Games ha riunito a Pechino 666 squadre e 2.056 robot provenienti da 16 Paesi, impegnati non soltanto nello sport, ma anche in prove che simulano attività lavorative in fabbriche, alberghi e abitazioni. Una grande vetrina della corsa mondiale alla robotica umanoide, settore sul quale la Cina sta investendo in modo massiccio.

In mezzo a questa armata tecnologica, SPQR porta avanti una storia di ricerca tutta italiana. Il gruppo fa capo al Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale “Antonio Ruberti” della Sapienza e partecipa alle competizioni RoboCup fin dal 1998. A Pechino il team era guidato dall’ingegnere e ricercatore Vincenzo Suriani, insieme a Valerio Spagnoli, Michele Brienza, Eugenio Bugli e John Marcelo.

Il pallone, in realtà, è soprattutto un pretesto scientifico. Per riuscire a giocare una partita, un robot deve riconoscere ciò che accade intorno a lui attraverso la visione artificiale, localizzarsi sul terreno di gioco, camminare su due gambe senza perdere l’equilibrio, decidere in pochi istanti che cosa fare e coordinarsi con gli altri robot; il tutto, in autonomia e in un ambiente che cambia continuamente. In altre parole, sul campo vengono testate contemporaneamente alcune delle tecnologie decisive per portare in futuro gli umanoidi fuori dai laboratori.

«Negli ultimi anni abbiamo gareggiato con strumenti sempre più evoluti, dotati di risorse computazionali maggiori», ha spiegato Suriani. Parallelamente sono migliorati i software di percezione e di decision making sviluppati dal gruppo romano.

Dopo Pechino, per SPQR la prossima partita sarà in casa. Dal 23 al 25 ottobre il Gazometro Ostiense ospiterà, all’interno della Maker Faire Rome, il primo Italian Open RoboCup Humanoid Soccer Tournament, riconosciuto come evento regionale ufficiale della RoboCup. Sono previste competizioni tra robot umanoidi completamente autonomi, nelle categorie Middle e Large Division, con modalità di gioco 3 contro 3 e 5 contro 5. Sarà quindi Roma a raccogliere, almeno per tre giorni, il testimone dalla Cina. Con una differenza non trascurabile: questa volta la squadra italiana d’argento giocherà in casa.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.