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11 Settembre 2026 | Attualità, Eventi

Human Rights Film Fest, il cinema racconta i diritti sotto assedio

Dal 9 al 13 settembre cinque serate dedicate a Palestina, Sudan, Afghanistan, Myanmar e popoli indigeni dell’Amazzonia
Female Voice of Afghanistan - ufficio stampa Human Rights Film Fest

Ci sono luoghi del mondo nei quali raccontare ciò che accade è diventato quasi importante quanto sopravvivere a ciò che accade. Gaza sotto le bombe, il Sudan devastato da una guerra rimasta ai margini dell’attenzione internazionale, le donne cancellate dalla vita pubblica nell’Afghanistan dei talebani, il Myanmar della repressione militare, i popoli indigeni che difendono l’Amazzonia dallo sfruttamento delle sue risorse. Sono queste le cinque geografie scelte dalla seconda edizione dello Human Rights Film Fest, in programma a Roma dal 9 al 13 settembre 2026: cinque serate nelle quali il cinema non serve tanto a evadere dalla realtà quanto a entrarci dentro.

Ideata da Iuliia Vdovina e organizzata da Ars Mundi APS, la manifestazione torna al Parco del Torrione Prenestino, trasformando uno spazio urbano del Pigneto in un’arena gratuita di cinema, incontri e testimonianze. Una scelta coerente con la natura sociale del progetto, promosso da Roma Capitale nell’ambito di Roma Creativa 365.

Ad aprire il festival, il 9 settembre, è la Palestina. Il talk “Palestina oggi: vivere, resistere, testimoniare” precederà “A State of Passion” di Carol Mansour e Muna Khalidi, ritratto del chirurgo palestinese-britannico Ghassan Abu Sittah e della sua esperienza negli ospedali di Gaza durante la guerra. Seguirà The Encampments – Gli Accampamenti, dedicato alle proteste nei campus universitari internazionali a sostegno della popolazione palestinese.

Il giorno successivo lo sguardo si sposterà sul Sudan, teatro dal 2023 di una delle più drammatiche crisi umanitarie contemporanee. Tra i film in programma c’è “Khartoum”, presentato al Sundance Film Festival: cinque abitanti della capitale sudanese raccontano la propria quotidianità e poi la fuga dalla guerra, in un progetto realizzato da registi sudanesi a loro volta costretti a lasciare il Paese.

L’11 settembre sarà invece dedicato all’Afghanistan e soprattutto alle sue donne “oscurate”. “The Female Voice of Afghanistan: Life After Life” segue alcune cantanti negli ultimi giorni di libertà prima del ritorno dei talebani al potere; Writing Hawa di Najiba Noori attraversa tre generazioni di donne e racconta un’emancipazione interrotta, ma non cancellata.

Il Myanmar sarà al centro della serata del 12 settembre. Qui la resistenza passa anche dall’arte: Thabyay: Creative Resistance in Myanmar racconta quattro artisti e attivisti che oppongono poesia, musica e arti visive alla dittatura militare, mentre Song of Souls porta lo spettatore nello Stato Shan, segnato da decenni di conflitti.

L’ultimo viaggio, il 13 settembre, conduce nell’Amazzonia ecuadoriana e brasiliana. In Holding Up the Sky il leader yanomami Davi Kopenawa combatte contro l’estrazione illegale dell’oro e la distruzione della foresta; I nemici del popolo di Andrea Marinelli racconta invece l’impatto dello sfruttamento petrolifero sulle comunità indigene dell’Ecuador.

Accanto ai lungometraggi corre il Shorts for Rights, il concorso internazionale di cortometraggi dedicati ai diritti umani. La selezione è partita da oltre 180 opere provenienti da più di 50 Paesi: dieci sono arrivate in finale e i vincitori saranno proclamati il 12 settembre. Un piccolo osservatorio globale che attraversa temi molto diversi, dalla tratta di esseri umani alle discriminazioni, dalle guerre alla privatizzazione delle coste. Il filo che tiene insieme storie tanto lontane è proprio la possibilità di raccontarle: in molti dei Paesi protagonisti del festival filmare, scrivere, cantare o semplicemente testimoniare può diventare un gesto politico, quando non un rischio personale.

La seconda edizione dello Human Rights Film Fest non è dunque un catalogo delle tragedie del mondo, ma una cinque giorni per mostrare cosa accade quando dietro le parole “diritti umani” tornano a comparire persone, nomi, volti e storie. Lo Human Rights Film Fest si svolge dal 9 al 13 settembre al Parco del Torrione Prenestino di Roma. Le serate iniziano alle 18 e l’ingresso è gratuito.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.