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19 Ottobre 2026 | Ambiente

L’addestramento per Marte comincia sulle Dolomiti

Gli astronauti di ESA, NASA e JAXA nella gola del Bletterbach imparano a cercare acqua e vita su Marte

La gola del Bletterbach

Ai piedi del monte Corno Bianco tra i paesi altoatesini Aldino e Radegno alla fine dell’ultima era glaciale, circa 18.000 anni fa, il ruscello Bletterbach ha scavato nel tempo una gola lunga otto chilometri e profonda 400 metri. La struttura delle rocce e tutto quello che si vede nel profondo canyon sono un libro aperto sulla storia della Terra e sulle origini delle Dolomiti. Grazie alle sue caratteristiche e alla struttura articolata e stratificata, la gola del Bletterbach è diventata un’aula per le missioni sulla Luna e su Marte. Il Bletterbach è infatti riconosciuto come «Mars analog site»: le sue successioni d’arenaria e le nodulose inclusioni di gesso vicino al Butterloch sono quasi identiche a quelle fotografate su Marte dalle sonde spaziali. Per queste ragioni a settembre di quest’anno si è svolta la settimana annuale di Pangaea, il corso di geologia planetaria dell’Agenzia spaziale europea (ESA).

Pangaea è l’acronimo di Planetary ANalogue Geological and Astrobiological Exercise for Astronauts. Il corso insegna la geologia di campo. Gli astronauti imparano a documentare e campionare formazioni rocciose. Devono riconoscere possibili tracce di vita e di acqua antica. Studiano una collezione di meteoriti per distinguerne i tipi. Il programma usa altri tre siti analoghi in Europa: il cratere da impatto di Ries in Germania, Lanzarote nelle Canarie e le isole Lofoten in Norvegia.

Il gruppo riunisce tre agenzie. Jasmin Moghbeli della NASA ha comandato la missione SpaceX Crew-7. Ha trascorso circa sei mesi e mezzo sulla Stazione spaziale internazionale tra il 2023 e il 2024. Kimiya Yui dell’agenzia giapponese JAXA ha volato sulla ISS nel 2015 e di nuovo tra il 2025 e il 2026 con SpaceX Crew-11. Lo spagnolo Pablo Álvarez Fernández appartiene alla classe 2022 degli astronauti ESA e attende la prima missione.

Le pareti espongono oltre 40 milioni di anni di storia geologica. Porfidi vulcanici, arenarie e strati di gesso si sovrappongono in sequenza. Le arenarie ricordano alcune formazioni della superficie marziana. Il gesso si forma con l’evaporazione dell’acqua ed è un indicatore di ambienti umidi del passato. Nel 2011 il rover Opportunity della NASA ha individuato una vena di gesso su Marte. Le rocce del Bletterbach conservano anche impronte di rettili e resti fossili. Dal 2009 la gola fa parte del Patrimonio mondiale UNESCO delle Dolomiti.

L’ESA porta i suoi corsi nella gola dal 2016. Tra gli astronauti formati qui ci sono gli italiani Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Il presidente del Geoparc Peter Daldos e la direttrice Hannah Pomella hanno accolto quest’anno il gruppo internazionale.

L’addestramento prepara gli equipaggi alle future esplorazioni della Luna e di Marte. Sul terreno di un altro pianeta gli astronauti dovranno scegliere quali rocce raccogliere e riportare sulla Terra. Nella gola altoatesina imparano a farlo.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/sara-giudice/" target="_self">Sara Giudice</a>

Di Sara Giudice

Nata e cresciuta a Milano, laureata in Relazioni Internazionali, dal 2021 scrivo per Telepress, dove racconto di cultura, arti in ogni loro forma, lifestyle e attualità, dedicandomi con entusiasmo alla sezione New Video. Il mio percorso di sei anni nell’editoria, subito dopo gli studi, orienta la mia attenzione verso tutto ciò che ruota attorno al mondo del libro, dell’arte e della cultura contemporanea.