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16 Febbraio 2006 | Attualità

OCSE IN ITALIA PER MONITORARE ELEZIONI, CDL CHIEDE CHIUSURA DI CHE TEMPO CHE FA

Per la prima volta gli osservatori dell’Ocse monitoreranno la campagna elettorale in Italia con particolare attenzione all’accesso dei soggetti politici ai mezzi di informazione. Prima di dicembre l’Ocse non poteva operare in questo senso perché l’Italia non si era adeguata alla norma che permette a soggetti esterni di monitorare i processi elettorali interni. L’Ocse è […]

Per la prima volta gli osservatori dell’Ocse monitoreranno la campagna elettorale in Italia con particolare attenzione all’accesso dei soggetti politici ai mezzi di informazione. Prima di dicembre l’Ocse non poteva operare in questo senso perché l’Italia non si era adeguata alla norma che permette a soggetti esterni di monitorare i processi elettorali interni. L’Ocse è arrivata in Italia per l’anomalia del nostro sistema televisivo Rai-Mediaset che minaccia la garanzia di pluralismo. A proposito di par condicio, l’Agcom ha ricordato che gli spot istituzionali come quelli del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulle grandi opere non possono andare in onda in campagna elettorale. I consiglieri del Polo del Cda Rai hanno invece chiesto la chiusura di “Che tempo che fa” perché rappresenta una “violazione gravissima” della par condicio. Sotto accusa sono lo stile di conduzione di Fazio, il comico Cornacchione e gli ospiti troppo di parte come il politologo Giovanni Sartori.

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