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9 Novembre 2007 | Attualità

La serie B non ci sta e vuole la testa di Matarrese

La questione della ripartizione dei diritti televisivi dalla stagione 2010/2011 in avanti rischia di far capitolare la presidenza di Antonio Matarrese alla guida della Lega Calcio dall’8 agosto 2006. La palla passa al Governo. Dopo una mattinata iniziata in salita con le società del campionato cadetto riunite in Lega Calcio e 11 di quelle della massima serie impegnate in una sorta di riunione parallela nella sede del Milan in via Turati, alle 14 si è avuta la ricomposizione, perlomeno apparente, della frattura con l’ingresso di Milan, Juventus, Inter, Roma, Lazio, Cagliari, Genoa, Udinese, Napoli, Torino e Sampdoria. Nel pomeriggio, poi, si è avuta la frattura, insanabile, che ha portato la serie B alla sfiducia di Matarrese . Si tratta di un’azione che era nell’aria da tempo, soprattutto da quando, la scorsa settimana, le società del campionato cadetto avevano espresso la volontà di diffidare il presidente dal trasmettere al Governo la proposta d’accordo realizzata dai club di serie A per la ripartizione collettiva dei diritti televisivi a partire dal 2010. È stata proprio questa la scintilla che oggi ha acceso gli animi, già inquieti da diversi mesi a causa dei diritti tv, dei rappresentanti delle squadre di B. Nessuna serrata, dunque, visto che, almeno per questa settimana, le squadre scenderanno in campo. La B si è accontentata di chiedere la testa del presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese. “Sono stato accusato di alto tradimento, ma in realtà ho solo fatto il mio dovere – ha commentato Matarrese -. Sono stato ritenuto responsabile di aver inviato al Governo un documento che però era di dominio pubblico. La mia è stata solo una formalità anche perchè il sottosegretario allo Sport, Giovanni Lolli, e il suo entourage già conoscevano il contenuto della delibera. L’assemblea straordinaria di categoria era già chiusa e quindi ho mandato il documento” A questo punto l a palla passa al Governo, che si riunirà nel Consiglio dei Ministri . “I decreti attuativi si chiamano così proprio perchè è il Governo ad attuarli” ha commentato Adriano Galliani. Chiare le richieste della serie B: destinazione del 15% delle risorse complessive derivanti dalla vendita centralizzata dei diritti così come previsto dalla legge, destinazione alla Lega di serie C dello 0,5% delle stesse risorse, destinazione della mutualità generale dell’1,50% di esse e conferma, quanto alla ripartizione delle risorse all’interno della serie B, dei sistema attualmente ancora in vigore, salvo modifiche.

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