Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

14 Luglio 2011 | Economia

La cultura si industria

Un recente studio rivela che il settore culturale italiano impiega più persone e produce più ricchezza della meccanica e dei trasporti. Architettura, comunicazione, arti varie e conservazione dei beni culturali producono il 4,9% del prodotto interno lordo italiano, dando lavoro a 1,5 milioni di persone (il 5,7% dell’occupazione nazionale). Più di quanto facciano meccanica e trasporti. Secondo uno studio di Unioncameree e Fondazione Symbola, le industrie creative fanno economia, a dispetto delle elucubrazioni del ministro Tremonti che le più volte ha definite inutili. Con la cultura si mangia: magari poco, considerato il precariato dominante e le basse retribuzioni, ma comunque più che in altri ambiti. Nel triennio 2007-2010, la crescita del valore aggiunto delle imprese culturali è stata del 3%, dieci volte superiore a quella dell’economia italiana. E nel 2010 il saldo della bilancia commerciale delle industrie creative è risultato positive per 13,7 miliardi di euro, con un export che vale 30 miliardi (l’8,9% del totale nazionale). Ed è chiaro, oggi pià che mai, che la cultura per il Paese è un patrimonio tangibile.