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La città italiana diventa smart

Quanto c’è di smart nelle città italiane? Lo si scopre leggendo il report dell’osservatorio Between, che da anni monitora la diffusione dell’Ict nel paese e ha prodotto un indice che considera i caratteri principali dei servizi più innovativi di una municipalità. La migliore è Bologna.

10 Luglio 2013 | Attualità

Quanto c’è di smart nelle città italiane? Lo si scopre leggendo il report dell ’osservatorio Between, che da anni monitora la diffusione dell’Ict nel paese e ha prodotto un indice che considera i caratteri principali dei servizi più innovativi di una municipalità . La migliore è la città di Bologna , seguita da Milano, Roma, Reggio Emilia, Torino e Firenze. Ultime Fermo e Messina . Il ranking prende in considerazione diverse categorie a partire dalla banda larga, fissa e mobile. In sintesi il rapporto dice che le città metropolitane sono più avanti delle altre: le aree metropolitane mostrano un buon comportamento con 8 città nelle prime 20. Gli esempi più sorprendenti vengono dalle città piccole . I capoluoghi inferiori a 80mila abitanti (in tutto 57) si distinguono per essere particolarmente attive: nelle prime 40 si trovano molte piccole città lombarde (Cremona, la più alta in classifica, undicesima, Pavia, Sondrio, Mantova, Lodi e Varese). In questo gruppo ci sono anche Siena ed un capoluogo del Sud: Potenza. Le città smart sono le stesse, con qualche piccola differenza, della classifica del Sole24Ore sulla qualità della vita. In cima a entrambe le classifiche si annoverano Bologna, Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Modena. Ci sono però città come Trieste, Belluno, Aosta, ad altissimo livello di qualità della vita e bassissima innovazione tecnologica. La ragione è l’età media molto alta dei suoi abitanti e un tasso di industrializzazione basso.

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