Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

9 Aprile 2014 | Attualità

Megaupload sotto il tiro di Hollywood

Disney, 21st Century Fox, Universal, Warner Bros., Columbia e Paramount Pictures hanno depositato in tribunale un’accusa di violazione del diritto d’autore contro Megaupload e Kim Dotcom, con richieste di risarcimento multi-milionarie.

Le grandi case di produzione americane hanno dichiarato guerra a Kim Dotcom, fondatore del portale internet Megaupload , per anni dedito al file sharing illegale di milgliaia di film. Disney, 21st Century Fox, Universal, Warner Bros., Columbia e Paramount Pictures hanno depositato in tribunale un’accusa di violazione del diritto d’autore con richieste di risarcimento multi-milionarie. Megaupload, ormai chiuso, è stato citato in giudizio per le attività degli anni passati : gli avvocati delle major sostengono che il sito ha reso disponibili in modo illecito serie tv e lungometraggi in almeno venti lingue, guadagnando in questo modo soldi e invitando gli utenti a caricare sui suoi server maetirali protetti da copyright.  Il responsabile diretto della frode sarebbe Dotcom, all’anagrafe Kim Schmitz, che però sostiene la sua innocenza definendo Megaupload un mero servizio di archiviazione online, senza controllo diretto sui contenuti caricati o scaricati dagli internauti. Hollywood, che lamenta perdite per un miliardo e mezzo di dollari a causa del file sharing, non sembra però disposta ad accettare scuse.

Leggi anche:

Laureati, Italia penultima nella classifica Ue

Dai dati Eurostat sul livello di istruzione terziaria nell’Unione Europea emerge un gap formativo rispetto alle principali economie europee. La stima dei laureati italiani è del 31,6%, al di sotto di 13 punti percentuali dal target Ue.

Cucina italiana all’estero: boom di ricerche ma problemi di autenticità

Una ricerca di Real Italian Restaurants analizza le ricerche online di cucina italiana: 4 milioni di ricerche con il termine “pizzeria” e 600 mila ristoranti che si definiscono italiani. Riconoscerne l’autenticità è però molto difficile.

Artoteca

L’arte esce dal museo: in Italia le opere si prendono in prestito come libri

Cittadini, biblioteche e opere originali. Le artoteche italiane crescono lentamente e cambiano l’accesso all’arte