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14 Marzo 2007 | Attualità

L’Europarlamento chiede nuove norme nel campo dei servizi musicali online

Il Parlamento Europeo è in forte disaccordo con la Commissione europea per quel che riguarda le norme sulla musica online. In particolare l’Europarlamento ritiene “inaccettabile” la raccomandazione della Commissione sulla gestione transfrontaliera dei diritti d’autore nel campo dei servizi musicali online. La raccomandazione era stata definita dal commissario Charlie McCreevy “strumento non vincolate” (soft law), pensato per concedere al mercato la possibilità di orientarsi nella giusta direzione. Con una relazione d’iniziativa dell’ungherese Katalin Lévai, il Parlamento ha ritenuto “inaccettabile” il fatto che la Commissione abbia omesso di coinvolgere formalmente l’Assemblea e che abbia adottato un approccio “soft law” senza consultazione preventiva. La controproposta del Parlamento consiste nella creazione di una direttiva quadro flessibile. “La musica non è una merce. Gli interessi degli autori e la diversità culturale in Europa saranno meglio tutelati grazie all’introduzione di un sistema competitivo equo e trasparente che eviti la pressione al ribasso sui redditi degli autori”, ha spiegato il Parlamento. Per i deputati, la direttiva proposta “non dovrebbe in alcun modo compromettere la competitività delle imprese creative del settore, l’efficacia dei servizi forniti dai CRM o la competitività delle imprese di utilizzatori”. Inoltre, dovrebbe garantire un elevato livello di protezione e di parità di trattamento dei titolari dei diritti e fare in modo che le disposizioni di legge abbiano “un effettivo, significativo e adeguato impatto” sulla tutela efficace di tutte le categorie di titolari dei diritti. L’impatto dovrebbe essere regolarmente valutato e, se necessario, riveduto. La direttiva deve assicurare, secondo l’Europarlamento, “una gestione democratica, trasparente e responsabile a livello di CRM” e deve promuovere “la creatività e la diversità culturale e consenta solo una concorrenza equa e controllata, senza restrizioni territoriali ma con i necessari e auspicabili criteri qualitativi per la gestione collettiva dei diritti d’autore e la salvaguardia del valore dei diritti”. E’ inoltre necessario “tenere conto degli interessi degli utilizzatori e del mercato”. La direttiva dovrebbe promuovere la capacità dei titolari dei diritti di mettere a punto in tutta la Ue una nuova generazione di modelli di licenze collettive per la musica, relative agli usi online e più adeguate all’ambiente online, sulla base di accordi di reciprocità e della reciproca riscossione di royalties. Deve anche assicurare che i titolari dei diritti “non abusino della loro posizione” al punto da impedire la realizzazione di uno “sportello unico” per l’acquisto collettivo di diritti del repertorio su scala mondiale. http://www.europarl.europa.eu/news/expert/infopress_page/052-4043-071-03-11-909-20070309IPR04001-12-03-2007-2007-false/default_it.htm

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