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Accordo problematico di Rai-Sky per il ciclo olimpico

Si sono appena concluse le Olimpiadi di Pechino 2008, che verranno ricordate come l'edizione della sovraesposizione mediatica, e le menti di atleti e addetti ai lavori sono già proriettati sulle prossime edizioni. Il consigliere d'amministrazione Rai, Angelo Maria Petroni, ha espresso la sua insoddisfazione per l'accordo previsto con Sky in merito ai ciclo olimpico 2010/2012 e ai mondiali di calcio 2010-2014.

3 Settembre 2008 | Attualità

Si sono appena concluse le Olimpiadi di Pechino 2008, che verranno ricordate come l’edizione della sovraesposizione mediatica, e le menti di atleti e addetti ai lavori sono già proriettate sulle prossime edizioni. Il consigliere d’amministrazione Rai, Angelo Maria Petroni, ha espresso la sua insoddisfazione per l’accordo previsto con Sky in merito ai ciclo olimpico 2010/2012 e ai mondiali di calcio 2010-2014. Qualche settimana fa il senatore Claudio Petruccioli, Presidente del Consiglio di Amministrazione Rai, aveva affermato di essere già giunto ad un accordo con Sky, che necessitava solo la finale approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione. L’accordo in questione, secondo quanto sostiene Petroni, si rivela essere svantaggioso per la rete pubblica che, dopo aver perso l’opportunità di trasmettere le Olimpiadi del 2012, dovrà riacquistare da Sky una parte dei diritti delle Olimpiadi e cedere al canale a pagamento i mondiali di calcio, ad esclusione di alcune partite. Anche se la cessione sarà adeguatamente remunerata, ciò non toglie che per la Rai sfumino le prospettive strategiche per lo sport per il prossimo decennio. Arrivare a questo punto sarebbe davvero grave, poiché la funzione della televisione pubblica, sovvenzionata dal canone e dalla pubblicità, è anche quella di permettere ai cittadini di vedere i grandi avvenimenti sportivi. Inoltre, secondo la normativa del CIO, Comitato Internazionale Olimpico, chiunque acquisti i diritti delle Olimpiadi è tenuto a trasmetterne una parte in chiaro e in diffusione terrestre , in caso di mancata osservanza della direttiva i diritti tornano automaticamente al CIO. E Sky dispone esclusivamente di canali terrestri, per cui non si spiega come possa rispettare questa norma . Inoltre, considerato il noto disinteresse di Mediaset e La7 per le Olimpiadi, sarebbe saggio e proficuo attendere di riacquistare a prezzi necessariamente bassissimi tutti i diritti , come ha ricordato Petroni. Infine, non va dimenticato che nel 2009 scadrà l’accordo RAI-Sky per RAI SAT , pacchetto di canali satellitari dell’azienda pubblica e questo avrebbe potuto essere un’occasione per un’unica negoziazione.

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