Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

9 Luglio 2022 | Attualità

Adolescenti italiani tra speranze e timori: la ricerca IARD 2022

L’edizione 2022 dell’indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti italiani traccia il profilo degli studenti tra i 13 e i 19 anni: preoccupati riguardo al futuro, meno propensi a intraprendere gli studi universitari e sedentari.

Consapevoli che il Covid ha compromesso in modo irreversibile la loro formazione scolastica, sono molto meno propensi a intraprendere gli studi universitari; disillusi riguardo al futuro, preferiscono la sedentarietà anche se insoddisfatti del proprio aspetto fisico e in balia di una estetica dettata da influencer e fashion blogger. È il profilo che emerge degli giovani italiani; a tracciarlo, l’edizione 2022 dell’indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia – “Adolescenza tra speranze e timori” – realizzata annualmente dall’associazione no-profit Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di ricerca IARD su un campione nazionale rappresentativo di 5.600 studenti della fascia di età 13-19 anni. 

Alimentazione e sedentarietà

Il 58% degli adolescenti (69,4% delle femmine) sostiene che nei due anni di pandemia ha mangiato in modo inappropriato e il 37% lamenta di essere aumentato di peso. Il 27% (35,4% delle femmine) “si vede” più grasso della media dei suoi amici. E, soprattutto, il 50,5% (60,7% delle ragazze) non è soddisfatto del proprio aspetto fisico in generale. Ad influenzare il rapporto con il proprio fisico, e quindi anche con il cibo, risulta importantissimo il ruolo di influencer, fashion blogger, moda, pubblicità. Vale per il 59,1% dei maschi e, addirittura, per il 77,6% delle ragazze. E il condizionamento aumenta con l’età passando dal 63,5% tra gli studenti delle scuole medie inferiori al 70,1% delle superiori.

L’insoddisfacente percezione del proprio aspetto fisico è certamente aggravata dalla sedentarietà diffusa. I dati 2022 confermano che la percentuale di chi ha smesso di fare attività sportiva (che in passato aveva praticato) è passata dal 20,1% (2020) al 32,4% (2022), ma anche tra chi ancora pratica sport al di fuori della scuola la percentuale di chi pratica almeno due ore settimanali è scesa dal 62,4% (2020) al 49,5% (2022). Risulta evidente che, dallo stop imposto dalla pandemia nel 2021, molti non hanno più ripreso a fare sport. 

Scuola e Università

Dall’indagine sono emerse interessanti valutazioni degli studenti circa gli effetti negativi prodotti dagli anni-Covid sulla preparazione complessiva e sul rendimento scolastico. Riguardo alla preparazione, solo il 30% afferma che gli effetti prodotti sono stati pochi o addirittura nessuno, mentre per il 70% la formazione è stata penalizzata abbastanza o molto. Il dato che preoccupa di più, perché è anche indicatore di una prospettiva futura, riguarda l’idea che gli adolescenti hanno circa il proseguire gli studi dopo il conseguimento del diploma. Pensa di iscriversi all’Università il 63% degli studenti intervistati, ma pensa di non farlo il 33% (addirittura il 40% dei maschi). Nel 2018, invece, a progettare il percorso universitario era stato il 76,8% e ad escluderlo appena il 22,9%. 

Covid e guerra  

Dopo il Covid, a minare ulteriormente il senso di fiducia dei giovani verso il futuro, è la guerra. La preoccupazione degli adolescenti risulta elevatissima (percentuali che oscillano tra l’80 e il 90%) per la maggior parte delle possibili conseguenze dirette e indirette che possono derivare dal conflitto. Gli aspetti umanitari (sofferenza del popolo ucraino e coinvolgimento dei civili nella guerra) sono gli ambiti verso i quali la preoccupazione è maggiore. Ma oltre il 75% è anche preoccupato per il possibile scoppio di una terza guerra mondiale o per un eventuale coinvolgimento diretto dell’Italia nel conflitto. 

 I viaggi

Dall’indagine emerge anche un desiderio diffuso, fortemente accresciuto rispetto al passato: la voglia di viaggiare, che interessa “molto” al 77,4% delle ragazze e al 57,7% dei ragazzi. Solo il 6% è poco o per nulla interessato a farlo. E tra i viaggiatori appena un quarto (25,8%) ha come obiettivo del viaggio il divertimento. La larga maggioranza desidera conoscere posti nuovi (46%), ma anche entrare in contatto con nuove persone e conoscere culture diverse (27,3%). Questa propensione al viaggio, superiore a quanto emerso negli anni precedenti, appare quasi una sorta di evasione, anche psicologica, da un contesto claustrofobico nel quale gli adolescenti hanno vissuto in questi anni. 

 

di Antonietta Vitagliano

Guarda anche:

Italiani, navigatori, poeti, turisti e … ospitanti

L’Italia, con 72.869 ingressi, è la prima nazione nella classifica dei turisti esteri in Giordania nel 2022; la classifica redatta dal ministero del Turismo e delle antichità giordano vede al 2° e...
Creazione in MuSkin

MuSkin, come un fungo parassita diventa un abito sostenibile

Un progetto di tesi degli allievi di Modartech Pontedera riporta all’attenzione un brevetto eco di qualche tempo fa, oggi ancora più utile in ottica di una maggiore sostenibilità. Se è vero che le...

Chi farà il Made in Italy

Cna Federmoda lancia l'allarme: “Presto mancheranno lavoratori per la filiera produttiva del fashion italiano. Intanto lo storico istituto Secoli di Milano apre una nuova sede a Novara su richiesta...