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4 Luglio 2008 | Attualità

Anche i giornalisti de La 7 in sciopero

I giornalisti de La7 oggi "aderiscono allo sciopero nazionale del gruppo Telecom, per chiedere all'azienda chiarezza di prospettive e il rispetto delle regole a cominciare rispetto del contratto nazionale di lavoro e dal corretto accantonamento del trattamento di fine rapporto".

I giornalisti de La7 oggi “aderiscono allo sciopero nazionale del gruppo Telecom, per chiedere all’azienda chiarezza di prospettive e il rispetto delle regole a cominciare rispetto del contratto nazionale di lavoro e dal corretto accantonamento del trattamento di fine rapporto”. Lo annuncia il comitato di redazione della testata. Si tratta di un segnale di protesta contro la “chiusura delle sedi di corrispondenza di Londra, Gerusalemme e Parigi, il blocco del turn-over, la riduzione dei contratti a termine. Il tutto senza che sia ancora stato presentato un piano industriale. L’azienda – sottolinea una nota del cdr – taglia l’informazione del terzo polo tv per ripianare i debiti accumulati grazie al dissennato ricorso a produzioni e appalti esterni e ai premi milionari di manager gratificati per aver dissestato i bilanci”. I giornalisti de La7, “tv del gruppo Telecom concessionaria di pubbliche frequenze, denunciano il tentativo di indebolire l’unica voce dell’informazione tv indipendente dal duopolio Rai-Mediaset, un attacco al pluralismo dell’informazione televisiva, elemento indispensabile per la democrazia del Paese”.

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La notizia di maggiore risonanza è stata la liberazione di due cittadini italiani detenuti in Venezuela. C’è anche lo strano caso dell’anmalia di decessi a Castiglion Fiorentino riportato da Eurasia Daily.  Buona copertura del vertice tra Giorgia Meloni e Sanae Takaichi a Tokyo, con l’elevazione delle relazioni bilaterali a “partnership strategica speciale”. Del referendum sulla riforma della giustizia c’è stata copertura in Europa e America Latina. In ambito giudiziario, il non luogo a procedere per Chiara Ferragni ha dominato i media germanofoni.